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Il condominio non risarcisce la caduta frutto di disattenzione

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Il condominio non risarcisce la caduta frutto di disattenzione

La condomina disattenta, che scendendo dalle scale cade, non viene risarcita.

Il principio di diritto espresso dalla Cassazione nella sentenza 30963/2017 è il seguente: la caduta accidentale da parte di colui che conosceva, o avrebbe dovuto conoscere, lo stato dei luoghi integra gli estremi del caso fortuito, come tale in grado di far venir meno la responsabilità del custode.

La vicenda in esame, come è intuibile, prende le mosse dalla responsabilità per danni prodotti dalla cosa in custodia, ai sensi dell’art. 2051 c.c..

In tema, la regola impone al danneggiato l’onere della prova del danno, del nesso causale tra cosa in custodia ed evento lesivo, oltre che dell’esistenza di un rapporto di custodia della cosa. Viceversa, il chiamato andrà esente da colpa se sarà in grado di provare con sufficiente determinatezza l’avveramento di un fattore esterno eccezionale ed imprevedibile idoneo ad interrompere il nesso causale. Pertanto, solo quei requisiti di forza maggiore e di caso fortuito riescono a far venire meno la responsabilità del custode.

Nel caso che è stato oggetto di decisione dalla Corte con la pronunciata sentenza, infatti, il custode ha provato il caso fortuito, rappresentato dalla disattenzione della condomina, che sostava in prossimità della porta di uscita del palazzo e la cui caduta le ha provocato lesioni personali gravi.

Il portone, infatti, aveva una pesante molla che ne determinava la chiusura di scatto, e la condomina veniva sospinta giù dalle scale dalla chiusura del medesimo.

Rileva la Corte di Cassazione, tuttavia, che la condomina e ricorrente, in quanto abitante dell’immobile, era perfettamente a conoscenza della chiusura a scatto del pesante portone, cosicché la medesima era consapevole del rischio di venire sbalzata verso le scale dalla chiusura del portone. Eppure, la condomina si era attardata sulla piattaforma mentre il portone si richiudeva, così determinandosi il caso fortuito che esula dalla responsabilità del custode.

All’esito del primo grado, viceversa, la condomina aveva ottenuto accoglimento della sua richiesta risarcitoria, basata sull’appunto per cui il custode non provvedeva a rimuovere prontamente la situazione di pericolo determinata da difetti strutturali e progettuali dell’edificio.

 

Consulta la sentenza in esteso.

 

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