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La responsabilità del Comune per la caduta del ciclista

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La responsabilità del Comune per la caduta del ciclista

La Corte di Cassazione interviene, con la recente pronuncia n. 6034 del marzo 2018, in un caso di risarcimento danni per cose in custodia di cui all’art. 2051 c.c.

La controversia origina dal rapporto di custodia del Comune convenuto e dalla sua responsabilità, quale custode nella manutenzione della strada, per i danni patiti dal ciclista a seguito di una caduta provocata da un grande buca presente sul manto stradale. Dall’infortunio ne derivava un’invalidità permanente complessiva del 16%, accertata dalla ctu espletata in primo grado.

Nella pronuncia della Corte di Cassazione, anzitutto,  si afferma il consolidato principio di diritto secondo cui l’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile, ai sensi dell’art. 2051 c.c., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse in modo immanente alla struttura o alle pertinente della strada stessa, indipendentemente dalla sua estensione.

Viene altresì evidenziato che l’art. 2051 c.c., nel qualificare responsabile chi ha in custodia la cosa per i danni da questa cagionati, individua un criterio di imputazione della responsabilità che prescinde da qualunque connotato di colpa, sicché incombe al danneggiato di allegare, dandone la prova, il rapporto causale tra la cosa e l’evento dannoso, indipendentemente dalla pericolosità o meno o dalle caratteristiche intrinseche della prima; dando così continuità alla consolidata giurisprudenza di legittimità.

D’altra parte, si decide, nel caso di specie, che una buca delle dimensioni di quella che ha provocato il sinistro non poteva non essere visibile dal ciclista, che, pertanto, non aveva prestato il livello di attenzione, diligenza e prudenza richiesto dalla situazione in cui si trovava. Cosicché della condotta del danneggiato viene tenuto conto ai sensi dell’art. 1227 c.c. al fine di determinare la sussistenza del concorso paritario di responsabilità.

Consulta la sentenza in esteso.

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