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Sentenze civili

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze civili

Le Sezioni Unite interpretano la legge assegni

Con la sentenza n. 12477 del maggio scorso la Corte di Cassazione fornisce l'interpretazione dell'art. 43 della legge assegni. Il quesito riguardava la natura della responsabilità della banca che paghi un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore dell'assegno stesso. La controversia coinvolgeva la compagnia assicurativa e la banca, ove alla seconda si contestava di emettere al beneficiario titolare dell'indennizzo assicurativo un assegno di traenza non trasferibile, assolto, invece, a beneficiario diverso. I primi gradi di giudizio si svolgevano al fine di comporre la tutela dell'indennizzato, rimasto privo delle somme che gli spettavano. L'assegno, infatti, gli era stato sottratto fraudolentemente...

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Il controllo di legittimità nel ricorso per ottemperanza

Le Sezioni Unite civili con la pronuncia n. 16016 pubblicata il 18 giugno 2018 decidono in materia di sindacato della Corte di Cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione (art. 360, comma 1 n. 1, c.p.c.) delle decisioni rese dal Consiglio di Stato in sede di giudizio di ottemperanza. La vicenda trae origine dal ricorso di una società di capitali nei confronti del Comune di una cittadina campana a seguito di diniego del permesso di costruire un impianto di distribuzione di carburanti. Il diniego era motivato dal fatto che il sito rivedesse in zona territoriale coperta da Piano Regolatore Generale. L'impugnazione di...

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Le Sezioni Unite sulla commissione di massimo scoperto

Il tema oggetto di fervente dibattito riguarda l'applicazione della commissione di massimo scoperto, con riferimento ai rapporti svoltisi, in tutto o in parte, nel periodo anteriore all'entrata in vigore delle disposizioni di cui all'art. 2 bis d.l. n. 185 del 2008, inserito dalla l n. 2 del 2009, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia dell'usura presunta come determinate in base alle disposizioni della l. n. 108 del 1996. La vicenda sorse in primo grado nella controversia tra la banca ed una società di capitali, successivamente fallita, in merito all'applicazione delle commissioni in un rapporto chiusosi nel marzo 2008. Il computo...

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La Cassazione sancisce la nullità del preliminare per morte del promittente venditore

Il caso giunto all'esame della Cassazione riguarda la citazione in giudizio, da parte dei promissari acquirenti, degli eredi del defunto promissario venditore, al fine di ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso. Nel contratto preliminare, stipulato dalle parti originarie, il venditore si riservava l'usufrutto dell'appartamento, obbligandosi a cedere la sola nuda proprietà. Il decesso della parte venditrice sopravveniva prima che si arrivasse a concludere il contratto definitivo. La Corte di Cassazione, nell'ordinanza n. 14807 del 7 giugno 2018, afferma che il trasferimento coattivo incide sull'oggetto del contratto in modo tale da inficiare l'originaria volontà contrattuale delle parti. E...

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L’accertamento dell’anatocismo nella recentissima pronuncia della Cassazione

Ancora al vaglio della Corte di Cassazione la questione degli interessi anatocistici, nell'ordinanza del 17 aprile 2018 resa pubblica l'1 giugno 2018. La controversia origina dall'accertamento della nullità di clausole anatocistiche contenute nel conto corrente bancario sottoscritto da una società edile con la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. Il Tribunale di primo grado accertava la nullità delle clausole indicate dall'attrice e provvedeva alla rideterminazione del saldo di conto corrente tramite apposita ctu. L'impugnazione in appello da parte della banca veniva rigettata, così il gravame arrivava in Cassazione. La questione giuridica devoluta alla Corte attiene alla possibilità di far ricorso alla ctu...

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Profili di liquidazione del danno alla salute in caso di morte per cause diverse

La vittima di un sinistro stradale  conveniva davanti al Tribunale i presunti responsabili e le loro assicurazioni ai fini di ottenere il risarcimento del danno. Tuttavia, nel corso del giudizio egli morì per cause indipendenti dal sinistro che lo aveva coinvolto. La Corte di Appello affermò che il credito risarcitorio del defunto venne acquisito iure successionis dagli eredi e venne liquidato sulla durata effettiva della vita della vittima, oltre che sulla presunta durata della sua vita. Di fronte alla sesta sezione della Corte di Cassazione si compone il gravame, connotato sulla liquidazione del danno biologico. Così, nella recente Ordinanza n. 12535 del 2018...

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La risarcibilità del danno da morte del convivente more uxorio

La questione su cui si è pronunciata la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 9178 depositata il 13 aprile 2018 riguardava il risarcimento dei danni da perdita del rapporto affettivo o parentale derivanti dalla morte del convivente, deceduto mentre lavorava in un cantiere, richiesto dalla convivente more uxorio. In primo ed in secondo grado la richiesta viene rigettata, sull’assunto della mancata prova del rapporto di convivenza, emerso dalla mancata coabitazione. La Corte di Cassazione, anzitutto, effettua il richiamo dell’elaborazione effettuata dalla giurisprudenza di legittimità, per cui la famiglia di fatto è luogo in cui all’elemento soggettivo della stabile...

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Il trust è istituto tipico e pertanto non sottoposto al vaglio di meritevolezza

Una recente ordinanza della terza sezione civile della Corte di Cassazione, la numero 9637 pubblicata il 19 aprile 2018, è intervenuta in materia di trust . La controversia origina dalla richiesta di revocatoria del trust promossa dai creditori dell'apportante, ove ritenevano che il debitore fosse a conoscenza del pregiudizio che avrebbe arrecato loro la costituzione del trust, artatamente costruito a favore dei figli quali beneficiari e con nomina della moglie quale trustee allo scopo di rispondere ad un interesse meramente distrattivo delle ragioni creditorie. In entrambi i gradi di giudizio, infatti, venne dichiarato inefficace l'atto di costituzione del trust, essendo emerso, nel merito, che...

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Risarcimento del danno da diffamazione per il genitore che contesta la maestra del figlio

Nell'anno scolastico 1993-1994, la maestra elementare viene ingiustificatamente e violentemente contestata dal genitore, che la descriveva come un mostro e le attribuiva comportamenti gravi nei confronti dei bambini, tali per cui la stessa veniva addirittura sottoposta a valutazione psichiatrica medico - legale. Si apriva, altresì, un processo a carico dell'insegnante per i reati di cui agli artt. 572 e 582 c.p., la quale veniva poi assolta per insussistenza del fatto. Tuttavia, nel corso del procedimento penale ha subito la sospensione dal pubblico servizio. Avviato il processo per diffamazione, il primo grado si chiudeva con il rigetto della domanda, ritenendosi non provata la...

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Ai fini del risarcimento è coppia di fatto anche una unione tra persone non conviventi

La controversia che arriva alla decisione della terza sezione civile della Corte di Cassazione nella pronuncia n. 9178/2018 origina dalla richiesta risarcitoria avanzata dalla convivente di un signore morto a seguito di rovinosa e fatale caduta dal vano ascensore dell'Albergo Funicolare Miralago. La ricorrente espone la relazione di convivenza all'epoca dei fatti, al fine di ottenere il risarcimento del danno da parte delle compagnie assicuratrici della struttura. Il tribunale di primo grado, all'esito dell'istruttoria, rigettava la pretesa della convivente ritenendo non provato il rapporto di convivenza, sulla scorta del fatto che il deceduto risultava risiedere in altro e diverso comune. Parimenti, la...

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