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Sentenze civili

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze civili

Risarcimento del danno da diffamazione per il genitore che contesta la maestra del figlio

Nell'anno scolastico 1993-1994, la maestra elementare viene ingiustificatamente e violentemente contestata dal genitore, che la descriveva come un mostro e le attribuiva comportamenti gravi nei confronti dei bambini, tali per cui la stessa veniva addirittura sottoposta a valutazione psichiatrica medico - legale. Si apriva, altresì, un processo a carico dell'insegnante per i reati di cui agli artt. 572 e 582 c.p., la quale veniva poi assolta per insussistenza del fatto. Tuttavia, nel corso del procedimento penale ha subito la sospensione dal pubblico servizio. Avviato il processo per diffamazione, il primo grado si chiudeva con il rigetto della domanda, ritenendosi non provata la...

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Ai fini del risarcimento è coppia di fatto anche una unione tra persone non conviventi

La controversia che arriva alla decisione della terza sezione civile della Corte di Cassazione nella pronuncia n. 9178/2018 origina dalla richiesta risarcitoria avanzata dalla convivente di un signore morto a seguito di rovinosa e fatale caduta dal vano ascensore dell'Albergo Funicolare Miralago. La ricorrente espone la relazione di convivenza all'epoca dei fatti, al fine di ottenere il risarcimento del danno da parte delle compagnie assicuratrici della struttura. Il tribunale di primo grado, all'esito dell'istruttoria, rigettava la pretesa della convivente ritenendo non provato il rapporto di convivenza, sulla scorta del fatto che il deceduto risultava risiedere in altro e diverso comune. Parimenti, la...

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La responsabilità del Comune per la caduta del ciclista

La Corte di Cassazione interviene, con la recente pronuncia n. 6034 del marzo 2018, in un caso di risarcimento danni per cose in custodia di cui all'art. 2051 c.c. La controversia origina dal rapporto di custodia del Comune convenuto e dalla sua responsabilità, quale custode nella manutenzione della strada, per i danni patiti dal ciclista a seguito di una caduta provocata da un grande buca presente sul manto stradale. Dall'infortunio ne derivava un'invalidità permanente complessiva del 16%, accertata dalla ctu espletata in primo grado. Nella pronuncia della Corte di Cassazione, anzitutto,  si afferma il consolidato principio di diritto secondo cui l'ente proprietario di...

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Nuova affermazione del principio di autonomia contrattuale nella pattuizione della clausola penale

La Corte di Cassazione, con pronuncia n. 6015 del 2018 ha ricalcato l'argomento dell'autonomia negoziale. L'estrinsecazione avviene in un contratto di locazione ad uso abitativo, dove le parti avevano previsto separatamente, con autonome clausole contrattuali, una penale per diverse ipotesi di inadempimento, abbinando ad esse la possibilità di richiedere la risoluzione di diritto. Dall'accertamento emerso in secondo grado si è poi riscontrato che il locatore, nel chiedere la risoluzione di diritto, ha anche trattenuto la somma incamerata a titolo di deposito cauzionale prevista come penale per l'inadempimento. La Corte di Cassazione, previamente ragionando il termini di autonomia contrattuale, ha ribadito l'assunto, ormai pacifico...

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Responsabilità dell’intermediario per la violazione degli obblighi informativi

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4727 depositata il 28 febbraio si pronuncia sull'applicazione del Reg. Consob in tema di obblighi informativi tra intermediario e investitore. La decisione dell'investitore va orientata attraverso dei precisi obblighi informativi che la banca deve correttamente adempiere. Irrilevante, invece, l'intento speculativo, tale per cui la banca è tenuta al risarcimento del danno patito dall'investitore per la violazione dei detti obblighi informativi. Inoltre, la scelta del cliente di uno strumento finanziario maggiormente rischioso non è idonea a rompere il nesso causale relativo all'accertamento del danno. Il principio, già affermato e qui ripreso, in materia di obblighi informativi, afferma...

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le OPA della Realty Vailog s.p.a. e l’insider trading di Birondi

La Cassazione, con la pronuncia n. 3734 del 15 febbraio 2018 ha ritenuto legittima la sanzione pecuniaria per insider trading inflitta a Birondi e a Banzano, per aver strumentalizzato le informazioni privilegiate ottenute al fine dell'acquisto delle OPA Realty Vailog s.p.a. Si verte in tema di insider trading, infatti, ogni qualvolta un soggetto utilizza le informazioni ottenute in via privilegiata rispetto agli altri agenti economici e investitori del settore al fine di comprare dei titoli di una società proprio mediante lo sfruttamento di tale asimmetria informativa. L'illecito di abuso di informazioni privilegiate è previsto dall'art. 187-bis, comma 1, lett. a) del decreto...

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Danno morale nella circolazione stradale: è riconosciuto in re ipsa ai parenti della vittima

Si inverte l'onere della prova per quanto riguarda la quantificazione del danno morale ai genitori, fratelli, figli e parenti della vittima da circolazione stradale. La tesi esposta da parte ricorrente verteva anzitutto sulla liquidazione del danno ai parenti della vittima, di nazionalità rumena, e finalizzata a diversamente quantificare il pretium doloris in funzione della residenza del danneggiato. Tale tesi viene radicalmente respinta dalla Cassazione, nella sentenza n. 3767 del 15 febbraio 2018. Ivi si argomenta in termini di natura ed entità del fatto illecito. Si legge, invero, che sostenere una tesi del genere significa prestare il fianco ad una logica niente affatto...

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Legittimo il licenziamento del dipendente che fa telefonate a carico dell’azienda per un totale di oltre 8 mila euro

La sentenza 3315 del 12 febbraio 2018 emessa dalla Corte di Cassazione conferma la legittimità del licenziamento per giusta causa comminato al lavoratore che utilizza indebitamente il cellulare aziendale per effettuare telefonate personali. Anche se il medesimo ha cercato di giustificarsi asserendo una malattia nervosa e la necessità di trovare conforto in alcune voci amiche. Tuttavia, già all'esito del primo grado si rilevava che lo stato psico-fisico del lavoratore all'epoca dei fatti non era di depressione, e ad ogni modo non era in alcun modo giustificabile il suo protrarsi nei locali dell'azienda prima delle 8 e dopo l'orario contrattuale. Il protrarsi di...

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La sottoscrizione di una clausola vessatoria la rende valida anche se illeggibile

La Corte di Cassazione si pronuncia in tema di contratti conclusi mediante sottoscrizione di moduli o formulari predisposti uniformemente, con la sentenza n. 3307 del 12 febbraio 2018. La vicenda ruota intorno alla conclusione di un contratto di utenza telefonica da parte di una società di capitali. Nel corso dell'istruttoria svolta in udienza vengono prodotti i moduli contrattuali in duplice copia, dove solo una delle due era leggibile. Da tale premessa svolgono le difese di primo grado, ove si è provato a ritenere il modulo illeggibile anche nell'originale sottoscritto; ipotesi poi esclusa poiché non si è ritenuta una società in grado di...

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Il condominio non risarcisce la caduta frutto di disattenzione

La condomina disattenta, che scendendo dalle scale cade, non viene risarcita. Il principio di diritto espresso dalla Cassazione nella sentenza 30963/2017 è il seguente: la caduta accidentale da parte di colui che conosceva, o avrebbe dovuto conoscere, lo stato dei luoghi integra gli estremi del caso fortuito, come tale in grado di far venir meno la responsabilità del custode. La vicenda in esame, come è intuibile, prende le mosse dalla responsabilità per danni prodotti dalla cosa in custodia, ai sensi dell'art. 2051 c.c.. In tema, la regola impone al danneggiato l'onere della prova del danno, del nesso causale tra cosa in custodia ed...

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