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Sentenze penali

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze penali

Le misure cautelari in tema di partecipazione all’ISIS

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14503 del 29 marzo 2018 afferma la legittimità della misura cautelare della custodia cautelare in carcere al soggetto contestato di aver aderito all'ISIS, ritenuto organizzazione terroristica, oltre che di aver svolto, nei confronti dei connazionali, attività di proselitismo e istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo di cui all'art. 270 bis c.p.. Inoltre, si contestava lo spaccio di sostanze stupefacenti, tale per cui veniva indagato anche per il reato di cui all'art. 73, comma 4, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. L'impugnazione della misura cautelare comminata diventa l'occasione, per la Corte di...

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Il concorso materiale tra corruzione e truffa ai danni dello Stato nell’ultima Cassazione

La Cassazione Penale si pronuncia con la sentenza n. 9041 depositata a febbraio 2018 in un caso di corruzione instaurato nella sede dell'Agenzia delle Entrate di Santa Maria Capua Vetere, che ha visto il coinvolgimento di un numero rilevante di dipendenti. All'imputato, addetto al servizio di ispezioni e certificazioni ipotecarie, veniva contestato di aver effettuato visure telematiche e consultazioni di fascicoli intascando personalmente il denaro oppure facendo figurare come esenti le domande dei richiedenti. In tale sistema di corruttela l'indagine si svolgeva in relazione ai reati di truffa aggravata, falso ideologico e corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Da queste ultime condotte,...

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L’inapplicabilità della particolare tenuità del fatto al reato continuato

La Corte di Cassazione torna ad affermare i rapporti tra particolare tenuità del fatto e reato continuato con la sentenza n. 11378 del 12 gennaio 2018. Il caso di specie riguardava il reato di peculato d'uso, commesso dall'imputata sulla linea telefonica della società di gestione dei servizi cimiteriali per cui lavorava. Si è accertato che le telefonate effettuate sulla linea non fossero riconducibili all'espletamento delle funzioni. In primo grado all'imputata veniva riconosciuta il non luogo a procedere per particolare tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p. Tuttavia, su ricorso del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Ancora la Corte...

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Nessuna attenuante per l’anziano uxoricida animato da pietà verso la moglie

La Prima sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7390 depositata il 15 febbraio 2018, decide in tema di attenuanti comuni nell'omicidio. La vicenda riguarda un uomo, di anni 88, che commette uxoricidio al fine di evitare continue sofferenze all'anziana moglie, gravemente malata ed il cui quadro clinico stava progressivamente peggiorando. Il marito, anch'egli molto malato e provato psicologicamente e fisicamente, commetteva il reato per mezzo di una sciarpa mentre la donna stava dormendo. Egli si costituiva alla polizia appena commesso il fatto, asserendo, sin dal primo momento, che la moglie avrebbe preferito la morte piuttosto che una vita di lunghe...

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Il furto si consuma non appena si supera la barriera delle casse

La Corte di Cassazione torna a ridefinire i contorni tra tentativo e consumazione nel reato di furto nel supermercato, e lo fa con la sentenza n. 6501 del 9 febbraio 2018. Il caso di specie riguarda il furto di un drone commesso dall'imputato in un supermercato, al quale venne in primo grado attribuita l'aggravante dell'aver commesso il fatto con mezzo fraudolento. Il ricorso in Cassazione verteva intorno alla riqualificazione del reato quale mero tentativo, posto che l'imputato veniva fermato dagli addetti alla vigilanza  dentro il perimetro interno del negozio e prima del superamento della barriera casse. Cosicché la tesi difensiva ritiene non...

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Integra il reato di ricettazione l’aver ricevuto, sul proprio conto corrente, delle somme di cui non si conosce la provenienza

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha fatto chiarezza sulle ipotesi applicative dello strumento del sequestro per equivalente nella sentenza n. 5459 del 6 febbraio 2018. L'occasione ha riguardato il discrimen tra il reato di ricettazione e quello di riciclaggio in una vicenda avente ad oggetto condotte distrattive di denaro relativo ad un conto corrente intestato ad una azienda finita in bancarotta. Ciò che si evidenzia nella pronuncia è il requisito di un vincolo di pertinenziali o almeno di derivazione tra le somme oggetto di sequestro e l'attività delittuosa contestata. Anzitutto, si afferma che i delitti di ricettazione e riciclaggio dei proventi...

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Condanna in Cassazione dei dirigenti Enel Chivasso per l’amianto killer

L'effetto patogeno dell'esposizione dei lavoratori all'amianto per tempi prolungati è stato riconosciuto dalla Corte di Cassazione, Sezione, con la sentenza 4560 del 31 gennaio 2018. La vicenda ha preso il via dalle indagini svolte a seguito della morte di 4 lavoratori della centrale Enel di Chiasso, in Piemonte, per mesotelioma pleurico, patologia legata all'esposizione prolungata alle fibre di amianto. Il processo si era incentrato nella responsabilità dei manager che si sono avvicendati nella gestione della centrale, e quindi nella posizione di garanzia per quanto riguarda la posizione di tutela del lavoratore esposto ai minerali. Dopo tre gradi di giudizio, durati complessivamente più...

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Usare la foto di un’altra persona nel proprio profilo facebook integra il reato di sostituzione di persona

La pronuncia della Corte di Cassazione n. 4413 del 30 gennaio 2018 interviene nell'ambito dei social media. La vicenda che ha interessato i giudici riguarda il reato di sostituzione di persona, ex art. 494 c.p., che nel caso di specie si è realizzato attraverso l'utilizzo, nella propria foto profilo di Facebook, dell'immagine di un'altra persona. L'imputata è stata condannata alla pena alternativa alla reclusione di giorni 15 della multa pari ad euro 3.750 euro. Il motivo del ricorso per Cassazione aveva riguardato l'asserita nullità dell'accordo tra pm ed imputata, contenuto nel decreto penale di condanna, in quanto il giudice errava nel non consentire...

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L’aggravante dell’odio razziale nell’omicidio preterintenzionale

La Corte di Cassazione si è pronunciata in tema di compatibilità dell'aggravante dell'odio razziale con l'attenuante della provocazione in un caso di omicidio preterintenzionale. Nella sentenza 2630 del 22 gennaio del 2018 si legge che la circostanza aggravante della finalità di discriminazione o di odio etnico, razziale o religioso, è configurabile non solo quando l'azione, per le sue intrinseche caratteristiche e per il contesto in cui si colloca, risulti intenzionalmente diretta a rendere percepibile all'esterno e a suscitare in altri analogo sentimento di odio e comunque a dar luogo, in futuro o nell'immediato, al concreto pericolo di comportamenti discriminatori; ma anche...

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La valutazione del giudice nell’aggravante dell’ingente quantità

La sentenza 55014/2017 della IV sezione penale della Corte di Cassazione si pronuncia sull'ingente quantità in tema di stupefacenti, aggravante disciplinata dall'art. 80, comma 2, del Dpr 9 ottobre 1990 n. 309. Dimostrando di preferire la tesi offerta nella sentenza Biondi, precedente reso a Sezioni Unite il 24 maggio 2012 n. 36258, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui l'aggravante non è di norma ravvisabile quando la quantità sia inferiore a “2000 volte” il valore massimo in milligrammi (valore-soglia), determinato per ogni sostanza nella tabella allegata al Dm 11 aprile 2006, ferma restando la discrezionale valutazione del giudice di merito,...

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