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Sentenze penali

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze penali

La fattispecie di lieve entità nella disciplina degli stupefacenti

La Corte di Cassazione, con la sentenza 24092 del 2018, torna sul tema degli stupefacenti al fine di qualificare la condotta della lieve entità di cui all'articolo 73, comma quinto, d.P.R. n. 309 del 1990. Nel caso di specie, la quantità, il possesso di un bilancino di precisione per la pesatura ed i modi in cui era occultato lo stupefacente avevano fatto escludere l'ipotesi attenuata, e nei gradi precedenti di giudizio si perveniva all'accertamento di una organizzazione finalizzata allo spaccio di un quantitativo non modesto, tale da soddisfare la richiesta di un numero non esiguo di tossicodipendenti. Il principio espresso in sede...

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La Cassazione determina la nozione di esercizio abusivo di attività finanziaria

La Corte di Cassazione decide su un caso di esercizio abusivo di attività finanziaria, commesso dall'amministratore di una società di capitali che, pur nominato amministratore giudiziario nell'ambito di un procedimento penale, erogava finanziamenti ed anticipazioni di fondi, contravvenendo alle regole imposte nel sequestro di prevenzione. La Corte ricostruisce il reato di abusiva attività finanziaria come reato eventualmente abituale, in considerazione di una attività che implica la reiterazione di comportamenti che si innestano in una attività avente organizzazione di carattere professionale. Questo vale ai fini della prescrizione, poiché le condotte, nel reato abituale, si ritengono protratte. Viene poi formulata una piena ammissibilità del concorso...

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Il reato di rifiuto di atti d’ufficio del chirurgo

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un medico chirurgo condannato per rifiuto di atti di ufficio di cui all'art. 328 c.p., per non aver portato a termine un'intervento in mancanza del suo secondo. Nei primi gradi di giudizio si addebitava al chirurgo di aver posto le sue doglianze relative alla mancanza del suo secondo chirurgo davanti alle ragioni di salute del paziente da operare, così esponendolo ai rischi di un successivo intervento. Oltretutto, si trattava di un paziente che, per le sue condizioni fisiche di ipertensione, obesità e cardiopatia, necessita di indifferibilità del trattamento chirurgico. La...

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Ricorso per Cassazione delle misure cautelari

Alla Seconda Sezione della Corte di Cassazione giunge la vicenda relativa ad un agente e promotore finanziario contestato di aver partecipato ad una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di abusivismo finanziario e riciclaggio, con l'aggravante della transnazionalità. Inoltre, al medesimo si attribuiva la violazione del Testo Unico Finanziario per aver svolto attività di investimento illecito e di gestione collettiva del risparmio senza esserne abilitato. L'imputato impugnava per Cassazione la misura cautelare degli arresti domiciliari, comminata sulla dal Tribunale di Como e già confermata dal Tribunale del riesame di Milano. Nell'atto di gravame si doglieva della mancanza dell'elemento soggettivo...

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La prospettiva dell’offeso nella lettura della tentata estorsione della recente Cassazione

La II sezione della Cassazione Penale, con la pronuncia n. 23075 resa il 23 maggio ha fornito una nuova lettura del tema del tentativo. La vicenda riguarda un caso peculiare, poiché l'imputato è stato recentemente oggetto di attenzione mediatica: i media lo riprendevano intento a gettare petali di rosa a bordo di un elicottero durante i funerali di un membro di un noto clan, venuto meno in giovane età e chiamato, dalla famiglia, il Re di Roma. All'imputato è stato contestato di aver richiesto ad un esercizio commerciale di Roma il pagamento di una somma di denaro con cadenza settimanale in...

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Le misure cautelari in tema di partecipazione all’ISIS

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14503 del 29 marzo 2018 afferma la legittimità della misura cautelare della custodia cautelare in carcere al soggetto contestato di aver aderito all'ISIS, ritenuto organizzazione terroristica, oltre che di aver svolto, nei confronti dei connazionali, attività di proselitismo e istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo di cui all'art. 270 bis c.p.. Inoltre, si contestava lo spaccio di sostanze stupefacenti, tale per cui veniva indagato anche per il reato di cui all'art. 73, comma 4, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. L'impugnazione della misura cautelare comminata diventa l'occasione, per la Corte di...

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Il concorso materiale tra corruzione e truffa ai danni dello Stato nell’ultima Cassazione

La Cassazione Penale si pronuncia con la sentenza n. 9041 depositata a febbraio 2018 in un caso di corruzione instaurato nella sede dell'Agenzia delle Entrate di Santa Maria Capua Vetere, che ha visto il coinvolgimento di un numero rilevante di dipendenti. All'imputato, addetto al servizio di ispezioni e certificazioni ipotecarie, veniva contestato di aver effettuato visure telematiche e consultazioni di fascicoli intascando personalmente il denaro oppure facendo figurare come esenti le domande dei richiedenti. In tale sistema di corruttela l'indagine si svolgeva in relazione ai reati di truffa aggravata, falso ideologico e corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Da queste ultime condotte,...

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L’inapplicabilità della particolare tenuità del fatto al reato continuato

La Corte di Cassazione torna ad affermare i rapporti tra particolare tenuità del fatto e reato continuato con la sentenza n. 11378 del 12 gennaio 2018. Il caso di specie riguardava il reato di peculato d'uso, commesso dall'imputata sulla linea telefonica della società di gestione dei servizi cimiteriali per cui lavorava. Si è accertato che le telefonate effettuate sulla linea non fossero riconducibili all'espletamento delle funzioni. In primo grado all'imputata veniva riconosciuta il non luogo a procedere per particolare tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p. Tuttavia, su ricorso del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Ancora la Corte...

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Nessuna attenuante per l’anziano uxoricida animato da pietà verso la moglie

La Prima sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7390 depositata il 15 febbraio 2018, decide in tema di attenuanti comuni nell'omicidio. La vicenda riguarda un uomo, di anni 88, che commette uxoricidio al fine di evitare continue sofferenze all'anziana moglie, gravemente malata ed il cui quadro clinico stava progressivamente peggiorando. Il marito, anch'egli molto malato e provato psicologicamente e fisicamente, commetteva il reato per mezzo di una sciarpa mentre la donna stava dormendo. Egli si costituiva alla polizia appena commesso il fatto, asserendo, sin dal primo momento, che la moglie avrebbe preferito la morte piuttosto che una vita di lunghe...

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Il furto si consuma non appena si supera la barriera delle casse

La Corte di Cassazione torna a ridefinire i contorni tra tentativo e consumazione nel reato di furto nel supermercato, e lo fa con la sentenza n. 6501 del 9 febbraio 2018. Il caso di specie riguarda il furto di un drone commesso dall'imputato in un supermercato, al quale venne in primo grado attribuita l'aggravante dell'aver commesso il fatto con mezzo fraudolento. Il ricorso in Cassazione verteva intorno alla riqualificazione del reato quale mero tentativo, posto che l'imputato veniva fermato dagli addetti alla vigilanza  dentro il perimetro interno del negozio e prima del superamento della barriera casse. Cosicché la tesi difensiva ritiene non...

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