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SOLUZIONE TRACCIA ATTO CIVILE

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ATTO CIVILE 2017

 

Beta è una associazione non riconosciuta che ha per scopo la diffusione della cultura letteraria. Nel settembre del 2015, l’associato, Tizio, agendo in nome dell’associazione, conclude con la società Epsilon un contratto per la consegna, presso l’abitazione del Comune di Alfa, di brochure pubblicizzanti una rappresentazione teatrale prevista per il successivo mese di dicembre. Il contratto prevede che l’attività di consegna venga svolta entro la fine del mese di ottobre. Eseguita regolarmente la prestazione a suo carico nei termini pattuiti, la società Epsilon invia all’associazione Beta, a settembre 2016, la fattura per l’importo concordato di euro 8.000,00. Non avendo, però ottenuto il pagamento del dovuto, nel luglio del 2017 la predetta società, preferendo non rivolgere istanze giudiziarie, contro l’associazione, notifica a Tizio un atto di citazione per l’udienza del 25.01.2018, chiedendo la condanna del convenuto alla corresponsione della somma indicata nella predetta fattura. Ricevuta la notificazione dell’atto di citazione, Tizio, che fino a quel momento non ha ricevuto alcuna richiesta stragiudiziale di pagamento della predetta somma, si reca dal suo legale di fiducia intenzionato a difendersi dalle avverse pretese. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto giudiziario ritenuto più utile alla difesa del proprio assistito, facendo valere le opportune ragioni in punto di rito e di merito.

 

N.B. La chiamata in causa del terzo (in questo caso dell’associazione Beta) è possibile. Si rileva, peraltro, che l’associazione risponderebbe, verso Tizio, solo in caso di sua condanna; allo stesso tempo Tizio, avendo agito per conto e in nome dell’ente, risponderebbe comunque delle obbligazioni dell’associazione. Inoltre, l’art. 38 c.c. parla di responsabilità personale e solidale: nel caso di chiamata in causa dell’associazione e di condanna della stessa al pagamento dell’importo recato nella fattura, infatti, questa avrebbe diritto di regresso nei confronti dell’associato. Con la conseguenza che l’associato sarebbe comunque tenuto a versare l’importo, se non direttamente alla società creditrice, all’associazione. Non si ritiene, ad ogni modo, che l’omissione di tale domanda nell’elaborato di esame possa essere considerata penalizzante rispetto al voto.

 

Riferimenti normativi:

Art. 38, 1957 c.c.

Art. 167 c.p.c.

Art. 3, D.L. 12.09.2014, n. 132

 

 

Riferimenti giurisprudenziali:

Cassazione civile sez. I 17/06/2015 n. 12508

L’obbligazione, avente natura solidale, di colui che ha agito in nome e per conto di un’associazione non riconosciuta, rientra tra le garanzie ex lege assimilabili alla fideiussione, con conseguente applicazione dei principi sulla scadenza dell’obbligazione (art. 1957 c.c.) e sulle obbligazioni del fideiussore (art. 1944 c.c.). In tema di associazioni non riconosciute, la responsabilità personale e solidale di chi abbia agito in nome e per conto dell’associazione è inquadrabile tra le garanzie “ex lege” assimilabili alla fideiussione, sicché trova applicazione l’art. 1957 cod. civ. e il termine di decadenza ivi stabilito, senza che tale assetto, comportando una sorta di avvalimento di una garanzia personale, menomi alcun diritto, determini un trattamento deteriore per eventuali terzi ovvero – attesa la durata semestrale (e, dunque, non meramente apparente) del termine decadenziale – leda il diritto di azione del creditore.

Cassazione civile sez. II, 29/01/2016 n. 1724

L’art. 1957 c.c., nell’imporre al creditore di proporre la sua istanza contro il debitore entro i sei mesi dalla scadenza per l’adempimento dell’obbligazione garantita dal fideiussore, a pena di decadenza dal suo diritto verso quest’ultimo, tende a far sì che il creditore stesso prenda sollecite e serie iniziative contro il debitore principale per recuperare il proprio credito, in modo che la posizione del garante non resti indefinitamente sospesa. Il termine istanza si riferisce ai vari mezzi di tutela giurisdizionale del diritto di credito, in via di cognizione o di esecuzione, che possano ritenersi esperibili al fine di conseguire il pagamento, indipendentemente dal loro esito e dalla loro idoneità a sortire il risultato sperato.

 

 

Svolgimento

Tribunale di_____

Comparsa di risposta con chiamata in causa del terzo nell’interesse di Tizio

Nella causa civile iscritta al n.__R.G. – dott.___

Promossa da:

Società Epsilon (p.i.___), con sede in ___, via______n_, in persona del l.r.p.t. sig._____, rappresentata dall’avv.____del Foro di__(c.f._____) presso questi elettivamente domiciliato

Contro

Tizio, nato a____il____residente in ____, via_, n.____ (c.f. _), il quale ai fini e per gli effetti del presente procedimento è elettivamente domiciliato in _, via_n____, presso e nello studio dell’avv._____del Foro di_(c.f_____) che lo rappresenta e difende, in forza di procura speciale in calce al presente atto. Ai fini previsti dall’art. 125 c.p.c., vengono indicati, per le notificazioni e comunicazioni: telefax______Pec______

 

Compare in giudizio, costituendosi Tizio, come sopra rappresentato e difeso, per controdedurre quanto segue:

In fatto

Tizio è associato della associazione non riconosciuta Beta (doc. ___).

In data____ settembre 2015 lo stesso Tizio, agendo in nome e per conto dell’associazione, concludeva con la società Epsilon un contratto in forza della quale quest’ultima si impegnava a consegnare, presso l’abitazione del Comune di Alfa, brochure riguardanti le opere teatrali del mese di dicembre 2015 (doc.__)

Il medesimo contratto prevedeva che tale attività di consegna venisse svolta entro la fine di ottobre 2015.

Nel settembre del 2016 l’associazione Beta riceveva la fattura da Epsilon con l’importo concordato di euro 8.000,00(doc.___).

La medesima Beta non provvedeva al pagamento richiesto.

In data __luglio 2017 la società Epsilon notificava all’esponente atto di citazione – da intendersi integralmente trascritto – per l’udienza del 25.01.2018, con il quale si chiedeva la condanna del convenuto al pagamento della somma indicata in fattura (doc.___).

In diritto

1) In via pregiudiziale: improcedibilità per mancato esperimento del tentativo di negoziazione assistita obbligatoria

In via pregiudiziale deve essere eccepita l’improcedibilità dell’azione posta in essere dalla Società Epsilon stante il mancato esperimento del regolare tentativo di negoziazione assistita.

A tal riguardo, la convenzione assistita da uno o più avvocati, introdotta dal D.L. 12.09.2014, n. 132, convertito in L. 162/2014, si pone come accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia. L’esperimento, ai sensi dell’art. 3 del suddetto decreto, costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale nel caso di azione relativa a controversia in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti, nonché qualora venga domandato il pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti euro 50.000,00, naturalmente al di fuori delle ipotesi in cui opera il d.lgs 28/2010.

La materia oggetto del presente procedimento rientra proprio tra le condizioni di negoziazione assistita obbligatoria. Poiché infatti, nel caso di specie, la società attrice ha notificato direttamente a Tizio l’atto di citazione, senza effettuare il preventivo tentativo di negoziazione assistita, il Giudice dovrà dichiarare l’improcedibilità della domanda, contestualmente assegnando termine per instaurare la suddetta procedura, la cui attivazione grava in capo a parte attrice.

2) Nel merito: decadenza di Epsilon dal diritto di vantare la pretesa creditoria nei confronti di Tizio

Nel merito deve essere rilevato come Epsilon sia decaduta dal diritto di vantare le proprie pretese nei confronti del convenuto Tizio. Vero è che Tizio appare essere obbligato in nome e per conto della associazione, ma altrettanto vero è che la società Epsilon non ha agito tempestivamente per il recupero del proprio credito.

L’ordinamento giuridico ha interesse a che le posizioni dei soggetti di un rapporto contrattuale non siano indefinitamente sospese, mirando, piuttosto, a una stabilità e certezza delle situazioni giuridiche. Rispondono all’esigenza di certezza dei traffici, ad esempio, il principio di autoresponsabilità, secondo il quale chi immette o dà causa all’immissione di dichiarazioni negoziali nel traffico giuridico è assoggettato alle relative conseguenze secondo il loro obiettivo significato; o il principio di temporaneità dei vincoli giuridici, in base al quale l’ordinamento ricollega al mancato esercizio di un diritto per un tempo stabilito l’estinzione dello stesso e in virtù del quale il passare del tempo determina la liberazione degli individui e delle cose dai vincoli e dai pesi cui sono assoggettati. Tali previsioni, peraltro, mirano a tutelare l’iniziativa economica, la circolazione delle persone e dei beni, in quanto tendono a limitare il tempo delle restrizioni poste alla libera iniziativa economica, per favorire la concorrenza del mercato.

Nel caso di specie è necessario evidenziare la natura dell’obbligazione assunta da colui che agisce in nome e per conto di un’associazione non riconosciuta. Norma di riferimento è l’art. 38 c.c, che sancisce una ipotesi di responsabilità solidale non assistita da beneficio di escussione. In altre parole, si prevede che per le obbligazioni dell’associazione, oltre al fondo comune, rispondano anche personalmente coloro che hanno agito in nome e per conto di essa.

Tale responsabilità non riguarda un debito proprio dell’associato, ma ha carattere accessorio, anche se non sussidiario, rispetto alla responsabilità primaria dell’associazione stessa, con la conseguenza che l’obbligazione, avente natura solidale, di colui che ha agito per essa, è inquadrabile fra quelle di garanzia ex lege, assimilabili alla fideiussione, tra le quali rientra, ad esempio, anche quella del socio di una s.n.c.. Ovviamente la norma si riferisce ai rapporti coi terzi, mentre tra i singoli associati valgono le ragioni interne all’ente o, in assenza, le norme in materia di responsabilità solidale.

Quanto detto è confermato da un consolidato orientamento giurisprudenziale, di recente ribadito da Cass. 12508/2015, in forza del quale si afferma espressamente che l’obbligazione assunta da chi agisce in nome e per conto di un’associazione non riconosciuta ha carattere solidale. Dovranno, perciò, ritenersi obbligati tanto il soggetto che direttamente ha assunto l’obbligazione, quanto l’associazione stessa. La Suprema Corte ha altresì affermato che detta obbligazione rientra tra le garanzie ex lege assimilabili alla fideiussione, con conseguente applicazione dei principi relativi alla scadenza dell’obbligazione (art. 1957 c.c.) e alle obbligazioni del fideiussore (art. 1944 c.c.).

L’attività compita da Tizio nel caso di specie rientra dunque nel campo di applicazione dell’art. 1957 c.c. La norma, impone  al creditore di proporre le sue “istanze” contro il debitore entro sei mesi (termine di decadenza) dalla scadenza per l’adempimento dell’obbligazione garantita dal fideiussore, a pena di decadenza dal suo diritto verso quest’ultimo.

Lo scopo di tale disposizione risiede nel fatto che, in linea col principio di buona fede e in un’ottica di certezza dei rapporti giuridici, il legislatore pretende che il creditore prenda sollecite e serie iniziative contro il debitore principale, in modo che anche la posizione accessoria del garante non resti indefinitamente sospesa. E merita fin da ora rilevare che il termine istanza si riferisce ai vari mezzi di tutela giurisdizionale del diritto di credito, in via di cognizione o di esecuzione, che possano ritenersi esperibili al fine di conseguire il pagamento (Cass. n. 1724/2016).

La norma in esame, combinata col citato art. 38 c.c., viene considerata dalla giurisprudenza perfettamente in linea col dettato costituzionale. Da un lato, infatti, si responsabilizza quel soggetto che agisce in nome e per conto dell’associazione, con ciò rispondendo al principio dell’apparenza e del legittimo affidamento del terzo; dall’altro, però, si garantisce certezza e stabilità al rapporto giuridico, onerando il creditore di agire in maniera seria e tempestiva. In questo senso la Suprema Corte ritiene pienamente rispettato il diritto d’azione (art. 24 Cost.), in quanto la previsione di un termine che non sia del tutto apparente (e certo tale non è il termine decadenziale di sei mesi) non conduce a ritenere che non vi sia tutela; peraltro lo stesso diritto di azione può essere anche dilazionato solo che si interrompa, diligentemente, il decorso di esso (v. ancora Cass.12508/2015).

Nel caso di specie la Società Epsilon non ha agito tempestivamente e dunque troverà applicazione l’art. 1957 c.c. che, proprio in virtù del principio di certezza del diritto (il garante non può assumere una posizione “indefinitamente sospesa”) prevede un termine decadenziale di 6 mesi per il creditore entro il quale proporre istanza (e come già detto, sul termine “istanza” la giurisprudenza è concorde nel ritenere che la norma si riferisca all’idonea azione giudiziaria). Tale termine decadenziale, che si voglia indicare come punto di partenza il settembre 2015, oppure l’ottobre del medesimo anno (scadenza obbligazione), oppure il settembre 2016 (invio fattura), comunque risulta decorso e dunque Tizio potrà dirsi liberato dall’obbligazione.

3) Chiamata in causa dell’associazione Beta ai sensi dell’art. 269 c.p.c.
In ogni caso, nella denegata ipotesi in cui Tizio sia condannato al pagamento di quanto ex adverso preteso, si dichiara di voler chiamare in causa l’associazione Beta e, per l’effetto si chiede che il Tribunale adito autorizzi la chiamata di terzo, provvedendo a fissare la data della nuova prima udienza, ai fini di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei termini ex art. 163-bis c.p.c..
Per tutto quanto sopra esposto, Tizio, come sopra rappresentato e difeso, insiste per l’accoglimento delle seguenti

Conclusioni

Ogni contraria istanza, eccezione e deduzione reietta, voglia il Tribunale Illustrissimo, previa ogni declaratoria del caso:

In via pregiudiziale: rilevare l’improcedibilità per mancato esperimento del tentativo di negoziazione assistita obbligatoria, di cui all’art. 3 del D.L. n. 132/2014, contestualmente assegnando termine per instaurare la suddetta procedura, la cui attivazione grava in capo a parte attrice.

Nel merito: rigettare la domanda avversaria in quando la società Epsilon non ha proposto idonea istanza entro il termine previsto dall’art. 1957 c.c. ed è dunque incorsa nel termine di decadenza ivi previsto;

In ogni caso: si chiede che il Tribunale adito autorizzi la chiamata di Beta, con sede in_____via______ provvedendo a fissare la data della nuova prima udienza, ai fini di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei termini ex art. 163-bis. Nella denegata ipotesi in cui il Giudice ritenga Tizio responsabile per il pagamento, si chiede che Beta, in qualità di coobbligata solidale, venga condannata in via di regresso al pagamento di quanto dovuto ex art. 1299 c.c.

Si producono, oltre all’originale dell’atto di citazione notificato, i seguenti documenti:

1) Atto Costitutivo e Statuto Beta;

2) Contratto con Società Epsilon;

3) Fattura

Dichiarazione di valore: ai sensi degli artt. 13 e 14 del d.P.R. n. 115/2002, si dichiara che il valore della domanda non è modificato.

Luogo. Data_________

Avv.________

Procura speciale alle liti

Io sottoscritto Tizio, nato a ________, il _________, residente a _____ in via ____, delego a rappresentarmi e difendermi nel presente giudizio di appello, con ogni facoltà di legge, nessuna esclusa, l’Avv. _________, con studio in _______, Via _________, presso il quale eleggo domicilio. Ai sensi del D.Lgs. 196/2003, autorizzo il trattamento dei dati personali e sensibili. Dichiaro di aver ricevuto informazioni sia sulla possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione ex D.Lgs. n. 28/2010 (e dei benefici fiscali ivi previsti), sia sulla possibilità di ricorrere al procedimento di negoziazione assistita ex L. n. 162/2014. Dichiaro altresì di aver ricevuto le informazioni previste dalla L. 124/2017, circa caratteristiche e importanza dell’incarico, attività da espletare, iniziative ed ipotesi di soluzione, prevedibile durata del processo, nonché di avere ricevuto informazioni su oneri ipotizzabili dal conferimento sino alla conclusione dell’incarico; ricevuto ed accettato il preventivo scritto; resi noti gli estremi della polizza assicurativa.

F.to Tizio

Visto per autentica

Avv. _____

Esame avvocato 2018

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