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Alla Corte di Giustizia Ue la compatibilità euro-unitaria dell’affidamento del servizio pubblico all’in house che non ha il requisito del controllo analogo dopo una legittima operazione societaria di aggregazione

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Alla Corte di Giustizia Ue la compatibilità euro-unitaria dell’affidamento del servizio pubblico all’in house che non ha il requisito del controllo analogo dopo una legittima operazione societaria di aggregazione

Cons. St., sez. IV, ord., 18 novembre 2020, n. 7161

È rimessa alla Corte di Giustizia la questione se l’art. 12 della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 osti ad una normativa nazionale la quale imponga un’aggregazione di società di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a seguito della quale l’operatore economico succeduto al concessionario iniziale a seguito di operazioni societarie effettuate con procedure trasparenti, comprese fusioni o acquisizioni, prosegua nella gestione dei servizi sino alle scadenze previste, nel caso in cui:

a) il concessionario iniziale sia una società affidataria in house sulla base di un controllo analogo pluripartecipato;

b) l’operatore economico successore sia stato selezionato attraverso una pubblica gara;

c) a seguito dell’operazione societaria di aggregazione i requisiti del controllo analogo pluripartecipato più non sussistano rispetto a taluno degli enti locali che hanno in origine affidato il servizio di cui si tratta.

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