Esame Avvocato Sessione 2023 – Indicazioni operative

Il Ministero della Giustizia, con decreto ministeriale del 24 novembre,  ha reso note le indicazioni operative per la Sessione 2023 dell'Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, di seguito i punti salienti del documento e il link alla comunicazione originale per chi volesse approfondire.

SEDE DI ESAME

Il praticante, dunque, potrà sostenere gli esami presso la Corte di appello nella quale ha sede il Consiglio dell’ordine che ha certificato l’avvenuto compimento della pratica professionale.
La normativa speciale, in particolare, prevede che i candidati di ogni Corte di appello, per la prova scritta, vengano esaminati da una commissione istituita presso la Corte di appello abbinata, mentre per la prova orale tutti i candidati vengono esaminati dalla propria Corte di appartenenza.

CONSULTAZIONE DI TESTI
L’art. 4 della legge 27 giugno 1988, n. 242 – norma tuttora vigente ai sensi dell’art. 49 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, come da ultimo modificato con l’art. 2, comma 3-quater, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, introdotto in sede di conversione dalla legge 21 settembre 2018, n. 108 – con riferimento alla prova scritta consente ancora ai candidati di consultare i codici “anche commentati esclusivamente con la giurisprudenza”.
Inoltre, ai sensi dell’art. 2, comma 4, del decreto-legge n. 31/2021 il candidato nel corso della prova orale – con riferimento alla prima fase in cui essa si articola – può utilizzare, e dunque introdurre nell’aula di esame, testi contenenti “i codici, anche commentati esclusivamente con la giurisprudenza, le leggi e i decreti dello Stato”.
Al riguardo, dato il chiaro tenore letterale della norma, le finalità della legge e la natura degli esami di cui trattasi, emerge che possa essere consentita la consultazione, da parte dei candidati, di codici corredati dai riferimenti giurisprudenziali attinenti alle singole disposizioni, a condizione che, ovviamente, il commento sia esclusivamente giurisprudenziale (ancorché i richiami alle pronunce siano ordinati organicamente secondo criteri di logica giuridica), con esclusione, quindi, di ogni integrazione esplicativa, illustrativa o esemplificativa, sicché non possono essere utilizzati testi che oltre a citare massime giurisprudenziali contengano riferimenti alla dottrina.

SOTTOCOMMISSIONI DI ESAME

“Le sottocommissioni di cui all’articolo 22, quarto comma, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, e all’articolo 47, commi 2 e 3, della legge 31 dicembre 2012, n. 247 sono composte da tre membri effettivi e tre membri supplenti, dei quali due effettivi e due supplenti sono avvocati designati dal Consiglio nazionale forense tra gli iscritti all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori ((e uno effettivo e uno supplente sono individuati)) tra magistrati, anche militari, prioritariamente in pensione, o tra professori universitari o ricercatori confermati in materie giuridiche, anche in pensione, o tra ricercatori a tempo determinato, in materie giuridiche [...]

CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEGLI ELABORATI SCRITTI E DELLE PROVE ORALI
Tali criteri saranno determinati e comunicati quanto prima alle sottocommissioni istituite presso le Corti di appello dalla commissione centrale avente sede presso questo Ministero[...]
Premesso che la prova orale si snoda in tre fasi, il cui svolgimento è da intendersi in un unico contesto, che si sviluppa diacronicamente secondo le modalità disciplinate dall’art. 4 quater, del decreto-legge 10 maggio 2023 n. 51, convertito con modificazioni dalla legge 3
luglio 2023, n. 87, sarà cura della commissione centrale elaborare i criteri relativi alla correzione degli elaborati scritti e dei criteri da seguire per lo svolgimento della prova orale.
Inoltre, trovando applicazione il regime previsto dall’art. 4, comma 6, del citato decreto-legge n. 31/2021, la commissione centrale stabilisce le linee generali da seguire per la formulazione dei quesiti da porre al candidato nella prima fase della prova orale.
In sede di esami orali si raccomanda alle sottocommissioni di attenersi, nella formulazione delle domande ai candidati, alle materie dagli stessi scelte, senza estendere l’oggetto dell’esame a materie che, ancorché alle prime correlate, esulino da esse o siano per qualsiasi ragione in contrasto con le previsioni del bando.
Inoltre, al fine di contenere il proliferare del contenzioso introdotto da parte dei candidati giudicati non idonei e ferma restando l’autonomia decisionale delle commissioni nella formulazione dei quesiti si invita alla massima attenzione nel rispetto delle prescrizioni contenute nelle linee guida, sì da assicurare la rispondenza degli stessi al modello generale delineato dalle fonti normative, in quanto si è constatato che le ipotesi di accoglimento da parte del giudice amministrativo di ricorsi presentati dai candidati ritenuti non idonei riguardano per la quasi totalità la violazione di tali criteri.
Dette considerazioni valgono non soltanto per l’elaborazione dei quesiti per la prima fase dell’orale, ma anche per la formulazione delle domande per la seconda e la terza fase.
Invero, in sede di esami orali si raccomanda alle sottocommissioni di attenersi, nella formulazione delle domande ai candidati, alle materie dagli stessi scelte, senza estendere l’oggetto dell’esame a materie che, ancorché alle prime correlate, esulino da esse o siano per qualsiasi ragione in contrasto con le previsioni del bando.
Preme, infine, soffermarsi su due profili di immediata derivazione normativa.
Anzitutto, il settimo comma dell’art. 4 quater sopra citato dispone che “Sono giudicati idonei i candidati che ottengono nella prova orale un punteggio complessivo non inferiore a 105 punti e un punteggio non inferiore a 18 punti in ciascuna delle materie di cui al comma 5”.
In forza del tenore letterale della norma, pertanto, per raggiunge l’idoneità è necessario conseguire una media superiore alla sufficienza (in sostanza, la media del 21 in ogni materia in cui si articola l’orale), nonché almeno la sufficienza in ogni materia, con possibilità di compensazione tra le stesse, al fine di raggiungere il punteggio di 105.
Poi, va sottolineato come il sistema normativo complessivo non contempli situazioni di incompatibilità di materie tra prova scritta e orale e, peraltro, nemmeno tra prima e seconda fase della prova orale, con la conseguenza che, per ipotesi, il candidato possa redigere l’atto giudiziario in diritto civile, rispondere al quesito in diritto civile (prima fase dell’orale) ed essere interrogato nella seconda fase dell’orale – anche – in diritto civile.

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