9-13/15-19

Chiamaci per informazioni

Facebook

Linkedin

diretta live

whatsapp

Area iscritti

EXTRA

Senza categoria

Formazione Giuridica > Senza categoria

Le Sezioni Unite sull’opposizione ad ordinanze -ingiunzioni che abbiano ad oggetto le violazioni concernenti le disposizioni in materia di tutela del lavoro

Cass. civ., SS.UU. 29 gennaio 2021, n. 2145 “Nel regime introdotto dall’art. 6 del d.lgs. n. 150 del 2011, alle controversie, regolate dal processo del lavoro, di opposizione ad ordinanza-ingiunzione che abbiano quale oggetto violazioni concernenti le disposizioni in materia di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro nonchè di previdenza e assistenza obbligatoria, diverse da quelle consistenti nella omissione totale o parziale di contributi o da cui deriva un’omissione contributiva, si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, a norma dell’art. 3 della l. n. 742 del 1969, trattandosi...

Continua a leggere

Le Sezioni Unite tornano sul leasing

Cass. civ., SS.UU. n. 2061 del 2021 “La legge n. 124/2017 (art. 1, commi 136 -140) non ha effetti retroattivi e trova, quindi, applicazione per i contratti di leasing finanziario in cui i presupposti della risoluzione per l'inadempimento dell'utilizzatore (previsti dal comma 137) non si siano ancora verificati al momento della sua entrata in vigore; sicchè, per i contratti risolti in precedente e rispetto ai quali sia intervenuto il fallimento dell'utilizzatore soltanto successivamente alla risoluzione contrattuale, rimane valida la distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo, dovendo per quest'ultimo social -tipo negoziale applicarsi, in via analogica, la disciplina di cui...

Continua a leggere

La Corte Costituzionale sulla legittimità costituzionale dell’art. 262 del codice civile

Corte Costituzionale, comunicato stampa del 14 Gennaio 2021 “La Corte costituzionale, riunita oggi in camera di consiglio, ha esaminato la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Bolzano sull’articolo 262, primo comma, del Codice civile là dove non consente ai genitori di assegnare al figlio, nato fuori dal matrimonio ma riconosciuto, il solo cognome materno. In attesa del deposito dell’ordinanza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che il collegio ha deciso di sollevare davanti a se stesso la questione di costituzionalità del primo comma dell’articolo 262 del Codice civile che stabilisce come regola l’assegnazione del solo cognome paterno. La Corte ha...

Continua a leggere

Cosa resterà dell’abuso d’ufficio (323 c.p.)? La Cassazione si pronuncia sul perimetro della riforma (d.l., 16 luglio 2020, n. 76)

Cass. pen., VI, 8 gennaio 2021, n. 442 “La nuova formulazione della fattispecie dell’abuso di ufficio, restringendone l’ambito di operatività con riguardo al diverso atteggiarsi delle modalità della condotta, determina all’evidenza una serie di questioni di diritto intertemporale. In linea di principio, non può seriamente dubitarsi che si realizzi una parziale abolitio criminis in relazione ai fatti commessi prima dell’entrata in vigore della riforma, che non siano più riconducibili alla nuova versione dell’art. 323 c.p., siccome realizzati mediante violazione di norme regolamentari o di norme di legge generali e astratte, dalle quali non siano ricavabili regole di condotta specifiche ed espresse...

Continua a leggere

Il termine per proporre querela (124 c.p.) nella colpa medica

Cass. pen., IV, 11 dicembre 2020 n. 35424 “Il termine per proporre la querela per il reato di lesioni colpose determinate da colpa medica inizia a decorrere non già dal momento in cui la persona offesa ha avuto consapevolezza della patologia contratta, bensì da quello, eventualmente successivo, in cui la stessa è venuta a conoscenza della possibilità che sulla menzionata patologia abbiano influito errori diagnostici o terapeutici dei sanitari che l'hanno curata”. LEGGI LA SENTENZA PER ESTESO...

Continua a leggere

Alle Sezioni Unite stabilire se una convivenza di fatto stabile comporta automaticamente la perdita del diritto all’assegno divorzile

Cass. civ. I, 17 dicembre 2020, n. 28995 “Vanno trasmessi gli atti al Primo Presidente perché valuti l'opportunità di sottoporre alle Sezioni Unite la seguente questione: stabilire se, instaurata la convivenza di fatto, definita all'esito di un accertamento pieno su stabilità e durata della nuova formazione sociale, il diritto dell'ex coniuge, sperequato nella posizione economica, all'assegno divorzile si estingua comunque per un meccanismo ispirato ad automatismo, nella parte in cui prescinde di vagliare le finalità proprie dell'assegno, o se siano invece praticabili altre scelte interpretative che, guidate dalla obiettiva valorizzazione del contributo dato dall'avente diritto al patrimonio della famiglia e dell'altro...

Continua a leggere

Non c’è destrezza (625, I, n. 4, c.p.) se il ladro si approfitta del momentaneo allontanamento del proprietario

Cass. pen., V, 2 dicembre 2020 n. 34279 “In tema di furto, la circostanza aggravante della destrezza sussiste qualora l’agente abbia posto in essere, prima o durante l’impossessamento del bene mobile altrui, una condotta caratterizzata da particolari abilità, astuzia o avvedutezza ed idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sulla res, non essendo invece sufficiente che egli si limiti ad approfittare di situazioni, non provocate, di disattenzione o di momentaneo allontanamento del detentore medesimo”. LEGGI LA SENTENZA PER ESTESO...

Continua a leggere

Verso una possibile compatibilità tra particolare tenuità del fatto (131 bis c.p.) e reato continuato (81, II, c.p.)?

Cass. pen., V, 2 novembre 2020, n. 30434 “La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131 bis c.p. può essere dichiarata anche in presenza di più reati che sono legati dal vincolo della continuazione, purché non espressivi di una tendenza o inclinazione al crimine. Il vincolo della continuazione non si identifica infatti con l’abitualità nel reato e può prescindere dalla medesimezza dell’indole dei reati commessi, che è solo uno dei parametri di riferimento per ricostruire l’unicità del disegno criminoso (ed è l’unico che secondo il disposto di cui all’art. 131 bis, III, c.p. è...

Continua a leggere

L’accettazione dell’offerta con “riserva mentale” da parte del pubblico funzionario non integra il delitto di corruzione (318, 319 c.p.)

Cass. pen., VI, 27 novembre 2020, n. 33655 “L’offerta, per integrare la base materiale del reato di istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.), deve essere effettiva e seria, così l’accettazione, a fronte dell’offerta o della promessa dell’agente, per integrare il reato di corruzione (artt. 318 e 319 c.p.), deve essere valutata nella sua effettività e serietà in quanto idonea a determinare, perlomeno, un inizio di trattativa con il privato proponente ovvero come impegno preso dal funzionario per accondiscendere alle proposte ricevute, connotati da verificare ex ante e in concreto”. (Nella fattispecie, la Cassazione ha escluso l’avvenuta stipulazione del patto corruttivo perché il...

Continua a leggere

La rapina è aggravata (628, III, c.p.) se commessa all’interno dell’abitacolo dell’autovettura

Cass. pen., II, 30 novembre 2020, n. 33839 “L’aggravante di cui all’art. 628, comma 3, n. 3 bis c.p., prevede che la condotta debba essere commessa in luoghi tali da ostacolare la pubblica o privata difesa. E’ onere del giudice di merito indicare le ragioni di rilevanza e concludenza per cui, nel caso concreto, tali elementi sarebbero sintomatici di quella vulnerabilità in cui versava il soggetto passivo della quale l’agente ha approfittato” (confermata l’aggravante nel caso di rapina perpetrata all’interno dell’abitacolo di una macchina, atteso che le dimensioni modeste della vettura ed il fatto che il rapinatore avesse preso posto sul...

Continua a leggere