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Consob:180 giorni per contestare l’illecito, poi sanzione annullabile

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Consob:180 giorni per contestare l’illecito, poi sanzione annullabile

La seconda Sezione civile della Corte di Cassazione ha emanato il 7 maggio la sentenza n. 11961 in tema di contestazione degli illeciti sulle materie di competenze della Consob.

La controversia origina da una sanzione di cento mila euro irrogata nel 2015 alla Kpmg s.p.a. per aver violato i principi della corretta revisione in relazione alla revisione dalla stessa effettuata sul bilancio consolidato della Unipol Gruppo Finanziario s.p.a.

La Consob ricorre per Cassazione per l’annullamento della predetta sanzione effettuato dalla corte d’appello di Milano

La Corte afferma l’obbligo di rispetto del termine massimo di 180 giorni per avviare la procedura di contestazione dell’illecito, valorizzando la motivazione già espressa nei gradi precedenti.

Infatti, posto che gli elementi a base della delibera impugnata erano a disposizione della Consob già dal dicembre 2012, l’avvio della procedura di contestazione nei confronti del revisore, risalente al gennaio 2014, risultava largamente tardivo rispetto al termine di 180 giorni previsto dalla legge. 

In particolare, In punto di diritto occorre la Corte ricorda che le Sezioni Unite hanno enunciato il principio secondo cui per la Consob il termine per la contestazione dell’illecito decorre dal momento in cui la stessa risulti «in grado di adottare le decisioni di sua competenza, senza che si possa tener conto di ingiustificati ritardi, derivanti da disfunzioni burocratiche o artificiose protrazioni nello svolgimento dei compiti ai suddetti organi assegnati».

Tale principio è stato ripreso dalla giurisprudenza della Sezione, con la precisazione che il momento dell’accertamento – in relazione al quale collocare il dies a qua del termine previsto dalla L. n. 689 del 1981, art. 14, comma 2, per la notifica degli estremi di tale violazione non coincide con quello in cui viene acquisito il fatto nella sua materialità da parte dell’autorità cui è stato trasmesso il rapporto, ma va individuato nel momento in cui detta autorità abbia acquisito e valutato tutti i dati indispensabili ai fini della verifica dell’esistenza della violazione segnalata, ovvero in quello in cui il tempo decorso non risulti ulteriormente giustificato dalla necessità di tale acquisizione e valutazione.

Inoltre, mentre la relazione dell’indagine deve essere redatta dagli uffici della CONSOB ed esaminata dalla Commissione nel tempo strettamente indispensabile, senza ingiustificati ritardi, occorre, invece, individuare, secondo le particolarità dei singoli casi, il momento in cui ragionevolmente la contestazione avrebbe potuto essere tradotta in accertamento, momento dal quale deve farsi decorrere il termine per la contestazione stessa.

All’esito, conferma l’annullamento della delibera con cui si emetteva la sanzione.

Consulta la sentenza in esteso.

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