9-13/15-19

Chiamaci per informazioni

392.30.86.761

051.19.98.29.53

Facebook

Linkedin

diretta live

whatsapp

Area iscritti

EXTRA

Il controllo di legittimità nel ricorso per ottemperanza

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze civili  > Il controllo di legittimità nel ricorso per ottemperanza

Il controllo di legittimità nel ricorso per ottemperanza

Le Sezioni Unite civili con la pronuncia n. 16016 pubblicata il 18 giugno 2018 decidono in materia di sindacato della Corte di Cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione (art. 360, comma 1 n. 1, c.p.c.) delle decisioni rese dal Consiglio di Stato in sede di giudizio di ottemperanza.

La vicenda trae origine dal ricorso di una società di capitali nei confronti del Comune di una cittadina campana a seguito di diniego del permesso di costruire un impianto di distribuzione di carburanti. Il diniego era motivato dal fatto che il sito rivedesse in zona territoriale coperta da Piano Regolatore Generale. L’impugnazione di tale diniego al TAR e successivamente al Consiglio di Stato ha permesso al ricorrente di ottenere una pronuncia favorevole in termini di ottemperanza del giudicato.

Tuttavia, nella motivazione della sentenza del Consiglio di Stato si dava atto del fatto che l’effetto conformativo originato dall’ottemperanza non implicava il rilascio automatico dell’autorizzazione, ma solo la riedizione dell’esercizio del potere amministrativo in materia di provvedimenti autorizzatori. Per questo la società ricorre per Cassazione.

La sentenza resa dalla Corte di Cassazione ripercorre anzitutto i presupposti del giudizio di ottemperanza. Esso, infatti, chiama il giudice amministrativo ad una triplice operazione: l’interpretazione del giudicato al fine di individuare il comportamento da tenersi, l’accertamento del comportamento tenuto dall’amministrazione, la valutazione della conformità del comportamento tenuto rispetto a quelli previsto.

Ciò posto, distingue tra limiti interni e limiti esterni al giudicato, dove questi ultimi sono relativi al fatto per cui viene esercitato il potere dal giudice ed alla sua estensione. Diversamente, i limiti interni afferiscono a comportamenti elusivi del giudicato o manifestamente in contrasto con esso. La violazione dei limiti interni della giurisdizione è sottratta al sindacato della Corte di Cassazione. Ritenendo nel caso in esame di trovarsi di fronte a limiti interni al giudicato, la Corte respinge il ricorso in quanto inammissibile.

Consulta la sentenza in esteso.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Nessun commento

Lascia un commento