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Cosa resterà dell’abuso d’ufficio (323 c.p.)? La Cassazione si pronuncia sul perimetro della riforma (d.l., 16 luglio 2020, n. 76)

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Cosa resterà dell’abuso d’ufficio (323 c.p.)? La Cassazione si pronuncia sul perimetro della riforma (d.l., 16 luglio 2020, n. 76)

Cass. pen., VI, 8 gennaio 2021, n. 442

La nuova formulazione della fattispecie dell’abuso di ufficio, restringendone l’ambito di operatività con riguardo al diverso atteggiarsi delle modalità della condotta, determina all’evidenza una serie di questioni di diritto intertemporale. In linea di principio, non può seriamente dubitarsi che si realizzi una parziale abolitio criminis in relazione ai fatti commessi prima dell’entrata in vigore della riforma, che non siano più riconducibili alla nuova versione dell’art. 323 c.p., siccome realizzati mediante violazione di norme regolamentari o di norme di legge generali e astratte, dalle quali non siano ricavabili regole di condotta specifiche ed espresse o che comunque lascino residuare margini di discrezionalità. Con il lineare corollario per cui all’abolizione del reato, ai sensi dell’art. 2, II, c.p., consegue, nei processi in corso, il proscioglimento dell’imputato, con la formula “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato

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