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I legami familiari in Italia ai fini dell’espulsione dello straniero

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I legami familiari in Italia ai fini dell’espulsione dello straniero

La prima Sezione civile della Corte di Cassazione con sentenza n. 781 del 15 gennaio 2019, pronuncia in tema di espulsione dello straniero.

In primo grado, il giudice di pace ha accolto l’opposizione al provvedimento di espulsione di un cittadino albanese avverso il procedimento di espulsione emesso a suo carico, rappresentando che egli soggiornava nel territorio dello Stato con i propri genitori e frequentava regolarmente la scola professionale. L’espulsione avrebbe ostato alla sua regolarizzazione.

Il Ministero dell’Interno impugnava la decisione del giudice di pace attraverso ricorso per Cassazione, nel quale rendeva conto che lo straniero maggiorenne non può essere regolarizzato per motivi di famiglia, mancandogli i requisiti per il ricongiungimento familiare. Inoltre, l’espulsione è atto vincolato della pubblica amministrazione.

La Corte di Cassazione accoglie le ragioni del ricorso e afferma il seguente principio di diritto: In tema di espulsione del cittadino straniero, a seguito della sentenza n. 202 del 2013 della Corte Costituzionale e in linea con la nozione di diritto all’unità familiare delineata dalla giurisprudenza della Corte EDU con riferimento all’art. 8 CEDU, l’art. 13, comma 2 bis, del d.lgs. n. 286 del 1998 si applica – con valutazione caso per caso, in coerenza con la direttiva comunitaria 2008/115/CE – anche al cittadino straniero che abbia legami familiari nel nostro Paese, ancorché non nella posizione di richiedente formalmente il ricongiungimento familiare. Tuttavia, in caso di mancato esercizio del diritto al ricongiungimento familiare, i legami familiari dello straniero nel territorio dello Stato, per consentire l’applicazione della tutela rafforzata di cui al citato comma 2 bis, devono essere soggettivamente qualificati ed effettivi e il giudice di merito è tenuto a darne conto adeguatamente, sulla base di vari elementi, quali l’esistenza di un rapporto di coniugio e la durata del matrimonio, la nascita di figli e la loro età, la convivenza, la dipendenza economica dei figli maggiorenni e dei genitori, le difficoltà che essi rischiano di trovarsi ad affrontare in caso di espulsione, altri fattori che testimonino l’effettività di una vita familiare. In mancanza di “legami familiari” qualificati nel senso anzidetto, non è possibile ricorrere ai criteri suppletivi della durata del soggiorno, dell’integrazione sociale nel territorio nazionale e dei legami familiari, culturali o sociali con il Paese d’origine.

All’esito, accoglie il ricorso e cassa il decreto impugnato, rinviando a diverso magistrato del giudice di pace.

Consulta la sentenza in esteso.

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