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Il peculato e le misure alternative alla detenzione nella nuova Spazzacorrotti

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Il peculato e le misure alternative alla detenzione nella nuova Spazzacorrotti

La prima Sezione penale della Corte di Cassazione ha emesso l’ordinanza n. 31853 del 18 luglio 2019, di rimessione alla Corte Costituzionale delle norme della cd. Spazzacorrotti in tema di inserimento del reato di peculato tra i reati ostativi, per i quali si presume una particolare pericolosità sociale del reo che non permette la concessione delle misure alternative alla detenzione.

La controversia origina dal Gup di Napoli, che per primo ha accolto la domanda di sospensione dell’ordine di carcerazione nei confronti del reo di peculato (art. 314, I comma, c.p.).

Gia in primo grado si osserva il quadro normativo di riferimento: la legge n. 3 del 9 gennaio 2019, entrata in vigore il 31 gennaio 2019 (in GU del 16.1.2019) ha, al sesto comma dell’art. 1, incrementato le fattispecie di reato cui è correlato il sistema dell’ostatività ex legge dell’applicazione di misure alternative alla detenzione, annoverate nell’art. 4 bis, comma I, della legge 354/1975. Ritenuto tale quadro normativo di natura sostanziale, il giudice di prime cure ritiene applicabile il principio della irretroattività della norma penale sfavorevole, così concedendo la misura alternativa.

La Corte di Cassazione, adita tramite ricorso del PM, ha richiamato la giurisprudenza della Corte Edu, secondo la quale non sarebbe consentita la applicazione del principio di irretroattività in rapporto a modifiche legislative introdotte in tema di modalità esecutive della sanzione.

Ciò che rileva, pertanto, sarebbe esclusivamente la predeterminazione legale della sanzione rispetto al fatto, non già le forme e modalità della sua esecuzione. Difatti, all’esito del primo grado al reo veniva comminata una pena che superava i quattro anni di reclusione, rendendo imprevedibile in concreto l’applicazione di una misura alternativa.

Esaminando dettagliatamente gli atti di causa, la Corte ha poi ritenuto che dall’esame dei profili in diritto relativi al caso oggetto di ricorso emerga un rilevante e non manifestamente infondato dubbio di legittimità costituzionale della disposizione introdotta con l’art. 1 comma 6 lett. B legge n.3 del 2019, rendendo necessaria l’attivazione del giudizio incidentale di legittimità costituzionale.

Consulta l’ordinanza in esteso.

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