9-13/15-19

Chiamaci per informazioni

Facebook

Linkedin

diretta live

whatsapp

Area iscritti

EXTRA

Il rapporto tra estorsione e circonvenzione di incapace

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze penali  > Il rapporto tra estorsione e circonvenzione di incapace

Il rapporto tra estorsione e circonvenzione di incapace

La seconda Sezione penale della Corte di Cassazione rilascia la sentenza n. 51922, del 16.11.2018, in materia di estorsione aggravata e reato di falso in assegni.

Il caso di specie vedeva l’impugnazione della sentenza di secondo grado, che ascriveva il reato di cui all’art. 629 c.p. senza valutare i problemi psichici dell’offeso.

La Corte rinnega la fondatezza dell’assunto, ritenendo l’impianto accusatorio sostenuto nei due precedenti gradi coerente rispetto all’istruttoria espletata.

In particolare, la Corte si sofferma sugli elementi sostanziali della fattispecie, e ricorda che la giurisprudenza di legittimità ha chiarito, nell’escludere il concorso tra estorsione e circonvenzione di incapace, che il soggetto passivo del delitto d’estorsione può ben essere persona che versi in stato di deficienza psichica, in quanto le ipotesi in discorso si differenziano per il mezzo adoperato dall’agente che nella circonvenzione di incapace è costituito dall’opera di suggestione o di induzione e nell’estorsione, invece, dall’uso della violenza o minaccia; ne consegue che la necessaria esistenza di un nesso causale tra l’evento e uno degli indicati comportamenti dell’agente determina la configurabilità dell’uno o dell’altro titolo di reato.

All’esito, il ricorso è dichiarato inammissibile, con aggravio di spese a favore della Cassa delle Ammende.

Consulta la sentenza in esteso.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Nessun commento

Lascia un commento