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La mancata tempestiva proposizione della richiesta di riesame applicativo di una misura cautelare reale non ne preclude la revoca

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La mancata tempestiva proposizione della richiesta di riesame applicativo di una misura cautelare reale non ne preclude la revoca

Le Sezioni Unite Penali, con la sentenza n. 46201 dell’11 ottobre 2018, rassegnano un principio processuale in tema di ammissibilità del sequestro preventivo.

La controversia origina a carico degli amministratori di una società che opera in campo edilizio, i quali si vedevano assoggettare a sequestro preventivo, da parte del gup, l’importo ritenuto corrispondente al profitto conseguito dalla commissione degli illeciti.

La società formulava al medesimo giudice l’istanza di revoca del provvedimento di sequestro, basata sulla scissione del ramo di azienda originariamente amministrato dai soggetti chiamati in giudizio. L’istanza veniva respinta in primo ed in secondo grado.

Promosso ricorso per cassazione, la terza sezione ha preso atto del contrasto interpretativo in ordine alla possibilità di ritenere l’inammissibilità dell’appello cautelare nell’ipotesi di mancata proposizione dell’istanza di riesame, qualora l’impugnazione non sia fondata su fatti sopravvenuti rispetto all’applicazione della misura, ed ha rimesso il procedimento alla cognizione delle sezioni unite.

La questione di diritto per la soluzione della quale il ricorso è stato rimesso alle Sezioni Unite è la seguente: “se la mancata tempestiva proposizione, da parte dell’interessato, della richiesta di riesame avverso il provvedimento applicativo di una misura cautelare reale, legittimi il tribunale del riesame a dichiarare inammissibile il successivo appello cautelare non fondato su elementi nuovi, ma su argomenti tendenti a dimostrare, sulla base di elementi già esistenti, la mancanza delle condizioni di applicabilità della misura” .

Le Sezioni ripercorrono i principi già espressi in tema di misure cautelari reali, ove si è stabilito il principio in forza del quale la mancata tempestiva proposizione, da parte dell’interessato, della richiesta di riesame avverso il provvedimento applicativo di una misura cautelare reale non ne preclude la revoca per la mancanza delle condizioni di applicabilità, anche in assenza di fatti sopravvenuti; con l’ulteriore specificazione che l’unico effetto delimitativo del petitum è rapportabile alla possibilità di proporre motivi già dedotti in sede di riesame, posto che, in assenza di un mutamento del quadro processuale di riferimento, è inammissibile la formulazione di istanze che abbiano ad oggetto elementi su cui si sia già pronunciato il giudice in sede di impugnazione, con decisione del giudice del riesame o della Corte di legittimità. 

La rassegna giurisprudenziale viene valorizzata dalle sezioni unite con riferimento ai principi che si innestano nella materia. La sentenza, infatti, ricorda che provvedimenti come quelli oggetto d’esame posseggono una forza invasiva di diritti fondamentali, dettata dalla necessità di prevenzione, e solo per l’urgenza derivante dall’attuazione delle finalità preventive prescindono da un accertamento pieno ed in contradditorio degli elementi che le giustificano; conseguentemente, risulta in linea con la tutela di valori di rango costituzionale, a garanzia della effettività della stessa, il riconoscimento della libera scelta inerente alla modalità dell’esercizio del diritto alla parte di fornire una lettura alternativa dei fatti e di sollecitare una diversa determinazione al medesimo giudice che ha provveduto ad emettere la misura, anziché attraverso l’attivazione di un controllo di un giudice terzo, da richiedere in termini estremamente ristretti e tassativi. A seguito dell’esercizio di tale opzione resta intangibile il diritto all’appello, la cui azionabilità generale, rispetto alle ordinanze in materia di sequestro preventivo è riconosciuto, senza alcuna preclusione, dall’art. 322-bis comma 1 cod. proc. pen.. 

Nella sentenza viene all’esito ribadito il seguente principio di diritto: “La mancata tempestiva proposizione, da parte dell’interessato, della richiesta di riesame avverso il provvedimento applicativo di una misura cautelare reale non ne preclude la revoca per la mancanza delle condizioni di applicabilità, neanche in assenza di fatti sopravvenuti”.

All’esito, la Corte ritiene erroneamente dichiarata l’inammissibilità, da parte del tribunale, dell’appello avverso il provvedimento che ha rigettato l’istanza di revoca del sequestro. Pertanto, annulla l’ordinanza impugnata e la rinvia al Tribunale per il nuovo giudizio.

Consulta la sentenza in esteso.

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