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La nomina del Commissario “ad acta” comporta la perdita in capo all’amministrazione del dovere di provvedere?

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La nomina del Commissario “ad acta” comporta la perdita in capo all’amministrazione del dovere di provvedere?

Consiglio di Stato, Sez. IV, ord. 10 novembre 2020 n. 6925

Riferimenti normativi: giudizio d’ottemperanza art. 112 e ss. cpa

Vanno rimesse all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato le seguenti questioni, ai sensi dell’art. 99, comma 1, del c.p.a.:

  1. a) se la nomina del commissario ad acta (disposta ai sensi dell’art. 117, comma 3, del c.p.a.) oppure il suo insediamento comportino – per l’amministrazione soccombente nel giudizio proposto avverso il suo silenzio – la perdita del potere di provvedere sull’originaria istanza, e dunque se l’amministrazione possa provvedere ‘tardivamente’ rispetto al termine fissato dal giudice amministrativo, fino a quando il commissario ad acta eserciti il potere conferitogli (e, nell’ipotesi affermativa, quale sia il regime giuridico dell’atto del commissario ad acta, che non abbia tenuto conto dell’atto ‘tardivo’ ed emani un atto con questo incoerente);
  2. b) per il caso in cui si ritenga che sussista – a partire da una certa data – esclusivamente il potere del commissario ad acta, quale sia il regime giuridico dell’atto emanato ‘tardivamente’ dall’amministrazione.

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