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La nozione di prossimo congiunto (307, IV, c.p.) e l’applicabilità dell’art. 384, I, c.p. al convivente more uxorio

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La nozione di prossimo congiunto (307, IV, c.p.) e l’applicabilità dell’art. 384, I, c.p. al convivente more uxorio

Cass. pen., Sez. Un., informazione provvisoria. 26 novembre 2020, Fialova

Rilevando un contrasto giurisprudenziale sul punto, la Sesta sezione aveva rimesso alle Sezioni Unite il seguente quesito: “se l’ipotesi di cui all’art. 384, I, c.p. sia applicabile al convivente more uxorio” (Cass. pen., VI, ord., 19 dicembre 2019, n. 1825).  Il collegio rimettente aveva, peraltro, affermato che regole generali dell’interpretazione vietano di estendere oltre il dato letterale l’art. 384 c.p., che rappresenta norma eccezionale e tassativa quantomeno con riferimento ai soggetti che la possono invocare. Ad opinione del collegio, l’operazione di riscrittura giurisprudenziale dell’esimente costituisce espressione di un potere di cui è investita soltanto la Corte Costituzionale, per superare i limiti che il giudice ordinario incontra nella “correzione” delle norme.

All’esito dell’udienza del 26 novembre, le Sezioni Unite, nella loro informazione provvisoria, affermano di aver fornito risposta affermativa alla questione “se la causa di non punibilità di cui all’art. 384, comma primo, c.p. sia o meno applicabile al convivente more uxorio”. Rimaniamo in trepidante attesa del deposito delle motivazioni della pronuncia, che sembra, dunque, non recepire le perplessità espresse dalla Sezione rimettente.

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