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L’accertamento dell’anatocismo nella recentissima pronuncia della Cassazione

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L’accertamento dell’anatocismo nella recentissima pronuncia della Cassazione

Ancora al vaglio della Corte di Cassazione la questione degli interessi anatocistici, nell’ordinanza del 17 aprile 2018 resa pubblica l’1 giugno 2018.

La controversia origina dall’accertamento della nullità di clausole anatocistiche contenute nel conto corrente bancario sottoscritto da una società edile con la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. Il Tribunale di primo grado accertava la nullità delle clausole indicate dall’attrice e provvedeva alla rideterminazione del saldo di conto corrente tramite apposita ctu. L’impugnazione in appello da parte della banca veniva rigettata, così il gravame arrivava in Cassazione.

La questione giuridica devoluta alla Corte attiene alla possibilità di far ricorso alla ctu ove sia incompleta la produzione degli estratti di conto corrente in un giudizio finalizzato all’accertamento e alla rettifica del saldo. Si eccepiva la natura astratta e meramente esplorativa della consulenza e la mancata produzione nei giudizi precedenti di tutti gli estratti di conto corrente.

La Corte, invece, riafferma un principio – peraltro già pacifico in giurisprudenza di legittimità – secondo cui, nei rapporti bancari in conto corrente, in presenza di interessi invalidamente pattuiti, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso i relativi estratti a partire dalla data della sua apertura, così effettuandosi l’integrale ricostruzione del dare e dell’avere, con applicazione del tasso legale, sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate. Tuttavia, la Corte non esclude al giudice del merito di svolgere un accertamento tecnico contabile al fine di rideterminare il saldo del conto in base a quanto comunque emergente dai documenti prodotti in giudizio.

Nel caso di specie, la Corte di Cassazione fa salva la ctu espletata attraverso la valorizzazione della motivazione espressa in sentenza dal giudice di prime cure, ove ha ritenuto coerente il criterio contabile seguito dal consulente tecnico d’ufficio, avvalorato poiché non ritenuto astratto bensì induttivo.

Si rigetta, all’esito, il ricorso della banca.

Consulta la sentenza in esteso.

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