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Le immissioni di rumore vanno messe in relazione alla situazione ambientale

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Le immissioni di rumore vanno messe in relazione alla situazione ambientale

La seconda Sezione civile della Corte di Cassazione rassegna, in data 5 novembre, una sentenza in tema di immissioni di rumore, la n. 28201.

La controversia in Cassazione deriva da una sentenza del Giudice di pace che ordinava la cessazione delle immissioni rumorose eccedenti la normale soglia di tollerabilità, provenienti dall’immobile del proprietario confinante, provocate dallo spostamento del vano cucina nell’ambiente sovrastante, per un superamento del limite di ben tre decibel rispetto al rumore di fondo.

La Corte coglie così l’occasione di ricordare che il limite di tollerabilità delle immissioni rumorose non è mai assoluto, ma relativo alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti, e non può prescindere dalla rumorosità di fondo, ossia dalla fascia rumorosa costante della zona, sulla quale vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi (c.d. criterio comparativo), per cui la valutazione diretta a stabilire se i rumori restino compresi o meno nei limiti della norma, deve essere riferita alla situazione locale, appropriatamente e globalmente considerata (Cass. 17051/2011; Cass. 3438/2010).

Si riprende, a tal fine, il costante ragionamento di legittimità, secondo cui occorre considerare il complesso di suoni, di origine varia spesso non identificabile, continui e caratteristici della zona si quali si innestano di volta in volta rumori più intensi (prodotti da voci, veicoli, eccetera), tutti elementi che devono essere valutati in modo obiettivo in relazione alla reattività dell’uomo medio, prescindendo da considerazioni attinenti alle singole persone interessate dalle immissioni (condizioni fisiche o psichiche, assuefazione o meno alla rumorosità; cfr., Cass. 38/1976). 

All’esito, la Corte cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia la causa ad altra sezione della Corte d’appello.

Consulta la sentenza in esteso.

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