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Le Sezioni Unite interpretano la legge assegni

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Le Sezioni Unite interpretano la legge assegni

Con la sentenza n. 12477 del maggio scorso la Corte di Cassazione fornisce l’interpretazione dell’art. 43 della legge assegni. Il quesito riguardava la natura della responsabilità della banca che paghi un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore dell’assegno stesso.

La controversia coinvolgeva la compagnia assicurativa e la banca, ove alla seconda si contestava di emettere al beneficiario titolare dell’indennizzo assicurativo un assegno di traenza non trasferibile, assolto, invece, a beneficiario diverso. I primi gradi di giudizio si svolgevano al fine di comporre la tutela dell’indennizzato, rimasto privo delle somme che gli spettavano. L’assegno, infatti, gli era stato sottratto fraudolentemente e presentato all’incasso attraverso l’esibizione di documenti falsificati. Da un lato la compagnia assicurativa chiedeva la manleva alla banca per aver omesso di controllare adeguatamente il soggetto che incassava l’assegno. Dall’altro lato, la banca respinge ogni accusa di negligenza, asserendo di non aver trovato irregolarità nella documentazione, che si scoprì falsata a regola d’arte.

Nei gradi precedenti, sostanzialmente, si negava la domanda di manleva, pur riconoscendo un concorso di colpa nelle condotte di entrambe le parti in giudizio. In grado di appello.

La Corte di Cassazione, anzitutto, registra un contrasto giurisprudenziale sul tema. Un primo orientamento assolveva la banca dalla responsabilità oggettiva ove essa fosse in grado di fornire la prova di aver assolto l’obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176 c.c.. Un secondo orientamento, invece, riteneva incombente sulla banca una responsabilità di tipo contrattuale derivato dalla nota teoria del contatto sociale qualificato.

L’interpretazione a cui è chiamata la Corte di Cassazione, al fine del superamento del contrasto, riguarda l’art. 43 della Legge Assegni, ove, al secondo comma, prevede che colui che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l’incasso risponde del pagamento. Il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione, all’esito, fa ricadere la responsabilità di risarcire il danno causato dal pagamento a persona diversa,  dovuto all’errore nell’identificazione del legittimo portatore del titolo, salvo la prova di aver assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176, comma 2, c.c..

Sul caso di specie, le Sezioni Unite rigettano il ricorso e compensano le spese tra le parti.

Consulta la sentenza in esteso.

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