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Le Sezioni Unite sulla compentenza del giudice ordinario nel celebre caso Fastweb

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Le Sezioni Unite sulla compentenza del giudice ordinario nel celebre caso Fastweb

L’ordinanza 20347 del 31 luglio emessa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione chiarisce la competenza del giudice ordinario per quanto riguarda l’art. 116 del d.lgs n. 163/2006, inerente alle vicende soggettive del contratto, come la cessione del ramo d’azienda Tiscali Business a Fastweb.

La pronuncia origina dall’istanza di regolamento preventivo di giurisdizione richiesta dalla stessa Fastweb in relazione ad un giudizio pendente avanti al tribunale amministrativo.

Le Sezioni Unite accolgono il ricorso di Fastweb, ove si rinviene la ricostruzione della vicenda de quo. Le società Fastweb e Tiscali siglarono una partnership strategica (accordo di partenariato) mediante la stipula di due distinti accordi, uno dei quali avente ad oggetto la cessione del ramo di azienda attivo nella prestazione dei servizi di telecomunicazione ai clienti business, ivi compresa la Pubblica Amministrazione, cosiddetta business enterprise. Tale operazione venne notificata alle Pubbliche Amministrazioni con cui Tiscali aveva contratti in essere, precedentemente stipulati, tra le quali la Consip s.p.a., in qualità di stazione appaltante del contratto quadro per i servizi di connettività. Successivamente, Tiscali stipulò un contratto quadro di servizio pubblico di connettività per prestare, in favore dei fornitori assegnatari che ne avessero fatto richiesta, taluni servizi di connettività. In merito agli ultimi citati contratti quadro Consip comunicò agli interessati ed al pubblico il nulla osta al subentro ad ogni effetto di Fastweb, a seguito della cessione del ramo di azienda da Tiscali a Fastweb. Tuttavia, Vodafone (aggiudicataria del 20% dell’appalto), ricorse al TAR del Lazio al fine di ottenere l’annullamento, previa sospensione cautelare, del provvedimento recante il nullaosta, ritenendo illegittimo il subentro di Fastweb poichè in spregio alla disciplina dei contratti pubblici.

All’esito, le Sezioni Unite riaffermano l’orientamento di legittimità prevalente, ovvero quello per il quale le controversie che radicano le loro ragioni nella serie negoziale successiva alla stipulazione del contratto e le vicende del suo adempimento riguardano la disciplina scaturente dal contratto e, pertanto, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, innanzi al quale la Suprema Corte rimette le parti.

Consulta l’ordinanza in esteso.

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