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Le Sezioni Unite sullo sconto di pena per la continuazione tra rito speciale e ordinario

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Le Sezioni Unite sullo sconto di pena per la continuazione tra rito speciale e ordinario

La più recente Cassazione Penale si pronuncia sulla questione dell’applicazione della continuazione per gli effetti dello sconto di pena solo sui reati giudicati con rito abbreviato.
La sentenza n. 35852 del 26 luglio, resa dalle Sezioni Unite, specifica l’applicazione dello sconto di pena pari ad un terzo solo per i reati decisi con rito abbreviato.
Così si dirime un contrasto sorto in seno alle stesse sezioni penali della Corte di Cassazione, che vedevano schierati due orientamenti.
Un primo orientamento, seguito dalla Corte di Appello che ha preceduto il ricorso per Cassazione, l’applicazione in sede esecutiva della continuazione tra reati giudicati con rito ordinario e con rito abbreviato comporta la riduzione della pena di un terzo solo per i reati giudicati nel rito speciale, al fine di mantenere lo scopo premiale previsto in generale per lo strumento deflativo del rito speciale.
Un secondo ed opposto orientamento, invece, quando il reato più grave, tra quelli riuniti dalla continuazione, è stato giudicato con giudizio abbreviato, la diminuzione della pena per il rito alternativo deve essere effettuata dopo che sono stati calcolati gli aumenti per tutti i reati satellite, a prescindere dal rito col quale sono stati giudicati.
La scelta delle Sezioni Unite ricade nel primo orientamento, valorizzando il filone interpretativo che riconosce la funzione prevalentemente processuale della continuazione, incentrata sul principio della premialità insito nella scelta di quel rito da parte dell’imputato.
All’esito, il principio di diritto afferma che l’applicazione della continuazione tra reati giudicati con rito ordinario ed altri giudicati con rito abbreviato comporta che soltanto nei confronti di questi ultimi deve operare la riduzione di un terzo della pena a norma dell’art. 442, comma 2, cod. proc. pen.; così rifiutando immotivate omologazioni di trattamento e riaffermando la dicotomia tra rito ordinario e riti speciali, aventi differenti regole applicative.
Ne consegue, per il caso di specie, l’infondatezza del ricorso promosso dal condannato, nella parte in cui si censura la sentenza impugnata per non avere applicato la riduzione di un terzo all’aumento per la continuazione calcolata per i reati separatamente giudicati con sentenze irrevocabili pronunciate all’esito di giudizio ordinario.

Consulta la sentenza in esteso.

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