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Legittimo il licenziamento del dipendente che fa telefonate a carico dell’azienda per un totale di oltre 8 mila euro

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Legittimo il licenziamento del dipendente che fa telefonate a carico dell’azienda per un totale di oltre 8 mila euro

La sentenza 3315 del 12 febbraio 2018 emessa dalla Corte di Cassazione conferma la legittimità del licenziamento per giusta causa comminato al lavoratore che utilizza indebitamente il cellulare aziendale per effettuare telefonate personali.

Anche se il medesimo ha cercato di giustificarsi asserendo una malattia nervosa e la necessità di trovare conforto in alcune voci amiche. Tuttavia, già all’esito del primo grado si rilevava che lo stato psico-fisico del lavoratore all’epoca dei fatti non era di depressione, e ad ogni modo non era in alcun modo giustificabile il suo protrarsi nei locali dell’azienda prima delle 8 e dopo l’orario contrattuale.

Il protrarsi di questo atteggiamento ha comportato, per l’azienda, un esborso di oltre 8 mila euro, oltre al danno aziendale relativo alla sottrazione di tempo all’attività lavorativa. Emerge con evidenza, pertanto, la contrarietà alla correttezza e buona fede del comportamento del lavoratore.

Anche nel successivo grado di appello si era riconosciuta l’esigenza per il lavoratore di sottoporsi a cure adeguate, e che lo strumento di conforto utilizzato non era appropriato, visto il danno patrimoniale che l’azienda ha subìto.

La Corte di Cassazione, infatti, evidenzia che anche in una situazione di particolare fragilità psichica non sono accettabili i comportamenti contestati e cioè l’indebito uso di mezzi aziendali come il telefono per fini propri e con grave danno economico al datore di lavoro, la cui contrarietà alla correttezza e buona fede è intuitiva.

Consulta la sentenza in esteso.

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