9-13/15-19

Chiamaci per informazioni

392.30.86.761

051.19.98.29.53

Facebook

Linkedin

diretta live

whatsapp

Area iscritti

EXTRA

L’interpretazione del contratto nel caso Hepburn

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze civili  > L’interpretazione del contratto nel caso Hepburn

L’interpretazione del contratto nel caso Hepburn

La Corte di Cassazione si pronuncia in un caso di diritto d’autore relativo all’illecita utilizzazione di fotografie di Audrey Hepburn, nota attrice.

La vicenda giudiziaria origina dall’azione promossa dai figli dell’attrice nei confronti della casa editrice Arnoldo Mondadori s.p.a.. La pretesa è sull’accertamento dell’illecita utilizzazione, in un settimanale della casa editrice, di alcune foto d’epoca che ritraevano l’attrice. Le foto venivano pubblicate senza il consenso dei titolari ed allo scopo di pubblicizzare i dvd dei film della medesima che venivano venduti in allegato alla rivista. Gli eredi, pertanto, chiedevano il risarcimento del danno a loro provocato da tale illecito utilizzo.

In primo ed in secondo grado si riteneva non provata la violazione degli artt. 96 ss. della Legge autore, oltre che dell’art. 10 c.c., in particolare poichè si configurava l’esimente dell’art. 97 LA in tema di notorietà del personaggio.

L’oggetto del ricorso per Cassazione avanzato dagli eredi riguarda l’uso indebito del contratto di licenza dei film allegati alla rivista. Il contratto, infatti, si riteneva fosse relativo solo alla cessione d’uso dei segni distintivi della casa produttrice e non all’immagine, usata a scopo pubblicitario. Il giudizio, pertanto, verteva sull’interpretazione della volontà dei contraenti all’atto della stipula del contratto.

La sentenza, n. 19311, pubblicata il 19 luglio scorso, respingendo per inammissibilità il ricorso, afferma che, in materia di interpretazione del contratto, il procedimento di qualificazione giuridica consta di due fasi, delle quali la prima – consistente nella ricerca e nella individuazione della comune volontà dei contraenti – è un tipico accertamento di fatto riservato al giudice di merito, sindacabile in sede di legittimità solo per vizi di motivazione in relazione ai canoni di ermeneutica contrattuale di cui agli artt. 1362 e seguenti cod. civ., mentre la seconda – concernente l’inquadramento della comune volontà, come appurata, nello schema legale corrispondente – risolvendosi nell’applicazione di norme giuridiche può formare oggetto di verifica e riscontro in sede di legittimità sia per quanto attiene alla descrizione del modello tipico della fattispecie legale, sia per quanto riguarda la rilevanza qualificante degli elementi di fatto così come accertati, sia infine con riferimento alla individuazione delle implicazioni effettuali conseguenti alla sussistenza della fattispecie concreta nel paradigma normativo.

Consulta la sentenza in esteso.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Nessun commento

Lascia un commento