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Il nesso funzionale nella clausola di limitazione della responsabilità

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Il nesso funzionale nella clausola di limitazione della responsabilità

La terza Sezione civile della Corte di Cassazione decide in tema di limitazione di responsabilità risarcitoria ai sensi dell’art. 1229 c.c., con la sentenza n. 18338 del 12 luglio.

La controversia verteva sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dalla proprietaria di un esercizio commerciale nei confronti dell’istituto di vigilanza a seguito di un furto commesso nei locali, per asserita mancanza di diligenza dei sorveglianti nell’adempiere alle obbligazioni del contratto.

Confermata la responsabilità in primo grado, la pretesa risarcitoria veniva liquidata con criterio equitativo. Diversamente, in secondo grado, pur riaffermando la responsabilità, si modulava il quantum risarcibile ai sensi del contratto stipulato tra le parti, che prevedeva solamente un importo pari alla rata mensile del corrispettivo previsto per il servizio.

È proprio per tale quantificazione che la danneggiata ricorre per Cassazione, ritenendo la decisione del giudice di prime cure già passata in giudicato e comunque eccependo la nullità della clausola del contratto per contrasto con l’art. 1229 c.c..

Rigettata la prima domanda, la Cassazione pronuncia, sulla seconda, il seguente principio di diritto: la irrisorietà del risarcimento del danno pattuito preventivamente sotto forma di clausola penale viene a costituire elemento sintomatico dell’aggiramento del divieto di limitazione di responsabilità stabilito dall’art. 1229, comma 1, c.c..

La Cassazione rinviene, nel caso di specie, la volontà della società di vigilanza di sottrarsi a qualsiasi responsabilità per i danni derivanti da furto con ciò venendo ad interrompere proprio il nesso funzionale -sul quale è fondato l’interesse dedotto in contratto del committente- tra la corretta esecuzione del servizio e la prevenzione della commissione di furti ai danni del cliente.

Consulta la sentenza in esteso.

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