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Nuova affermazione del principio di autonomia contrattuale nella pattuizione della clausola penale

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Nuova affermazione del principio di autonomia contrattuale nella pattuizione della clausola penale

La Corte di Cassazione, con pronuncia n. 6015 del 2018 ha ricalcato l’argomento dell’autonomia negoziale.

L’estrinsecazione avviene in un contratto di locazione ad uso abitativo, dove le parti avevano previsto separatamente, con autonome clausole contrattuali, una penale per diverse ipotesi di inadempimento, abbinando ad esse la possibilità di richiedere la risoluzione di diritto.

Dall’accertamento emerso in secondo grado si è poi riscontrato che il locatore, nel chiedere la risoluzione di diritto, ha anche trattenuto la somma incamerata a titolo di deposito cauzionale prevista come penale per l’inadempimento.

La Corte di Cassazione, previamente ragionando il termini di autonomia contrattuale, ha ribadito l’assunto, ormai pacifico ma sempre attuale, secondo cui in ossequio al detto principio le parti hanno facoltà di predeterminare con una clausola penale l’entità del risarcimento sia per l’ipotesi di inadempimento, sia per la distinta ipotesi di ritardo nell’adempimento, nonché, cumulativamente, per entrambe.

Inoltre, le stesse hanno ricordato che la clausola penale è un patto accessorio di un contratto che ha una duplice funzione: una coercitiva all’adempimento e un’altra risarcitoria del danno conseguente all’inadempimento.

Tutto ciò al fine di ribadire il seguente principio di diritto, già espresso da conforme precedente del 2015 (sentenza n. 24910): nelle obbligazioni di durata assistite da una clausola penale, il divieto di cumulo ex art. 1383 c.c. fra la prestazione principale e la penale concerne le sole prestazioni già maturate ed inadempiute, ma non anche quelle non ancora maturate, non coperte dalla penale, giacché, in caso contrario, il debitore potrebbe sottrarsi all’obbligazione attraverso il proprio inadempimento.

Consulta la sentenza in esteso.

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