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Proposta di modifica dell’art. 5 della legge sul divorzio

Formazione Giuridica > Sentenze  > Novità normative  > Proposta di modifica dell’art. 5 della legge sul divorzio

Proposta di modifica dell’art. 5 della legge sul divorzio

La Camera dei Deputati è chiamata al vaglio della proposta di legge, avanzata dalla deputata Morani, di modifica all’art. 5 della legge sul divorzio n. 898 del 1970.

La materia oggetto di modifica riguarda l’assegno spettante all’ex coniuge a seguito di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile.

La proposta origina dalla risonanza mediatica di alcune pronunce della giurisprudenza, soprattutto di legittimità, allo scopo di affermare legislativamente i principi espressi nelle recenti sentenze, in contrasto con i precedenti tradizionali. Si è ritenuto, infatti, anacronistico rispetto alle condizioni moderne, un sistema che riconosca un assegno ipso iure, senza valutazioni e con il rischio conseguente di generare difficoltà economiche nel coniuge tenuto al versamento.

La proposta di legge formula la sostituzione del comma 6 dell’articolo 5 e l’inserimento di due nuovi commi. In particolare, si introduce la possibilità, per il tribunale, di disporre l’attribuzione di un assegno destinato ad equilibrare le eventuali disparità emergenti nelle condizioni di vita dei coniugi per l’effetto della pronuncia di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili. Inoltre, al tribunale è richiesta una serie di valutazioni attinenti alle condizioni dei coniugi in regime di matrimonio e dopo la cessazione del medesimo. Le valutazioni sono relative alle condizioni personali e patrimoniali di ciascuno ed al contributo dato nella conduzione della vita familiare, nell’impegno tenuto per la cura dei figli non economicamente indipendenti, l’eventuale minore capacità reddituale e le ragioni – che devono essere oggettive – che la determinano. La ratio dell’assegno, per come viene ponderato nella proposta di legge, sta, pertanto, nella funzione compensatrice che viene a questo attribuita.

Si prevede, infine, la non debenza dell’assegno in caso di nuove nozze, di unione civile o di stabile convivenza di colui che tale assegno vorrebbe richiedere.

Consulta la proposta di legge in esteso.

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