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Rimessa alle Sezioni Unite la natura della nullità urbanistica

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze civili  > Rimessa alle Sezioni Unite la natura della nullità urbanistica

Rimessa alle Sezioni Unite la natura della nullità urbanistica

La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20061 pubblicata il 30 luglio, rimette alle Sezioni Unite la questione della nullità cd. urbanistica, ovvero la nullità degli atti di vendita di immobili non conformi alle norme urbanistiche.

Il caso in esame origina dall’invocata nullità di un atto di vendita di un immobile ristrutturato abusivamente dal precedente proprietario.

Il quesito posto alle Sezioni Unite riguarda un contrasto diacronico sulla natura della nullità urbanistica, da cui dipende la rivalutazione se detta sanzione, cui consegue la perdita della proprietà dell’immobile per l’acquirente, sia ritenuta proporzionata rispetto al fine pubblico tutelato dalle leggi urbanistiche, anche al fine di porre un delicato equilibrio tra la tutela del diritto di proprietà e il contrasto all’abusivismo.

In particolare, si indaga sulla possibilità di ritenere validi gli atti traslativi sulla base della differenza tra variazione essenziale e non essenziale, anche al fine dell’applicabilità dell’istituto dell’esecuzione specifica dell’obbligo di contrarre.

Si opina che la tesi della nullità virtuale non trovi un solido riscontro nella lettera della legge e sia foriera di complicazioni applicative, ove il trasferimento del diritto oggetto del contratto venga collegato a criteri di irregolarità che, nella pratica, presentano un esteso ventaglio di articolazioni. Anche per la particolarità della materia urbanistica, la cui verifica è rimessa ad amministrazioni pubbliche ed al giudice amministrativo, è importante definire la natura formale o sostanziale della nullità civilistica.

Da una considerazione della nullità quale formale discenderebbe la caducità del trasferimento in caso di mancata menzione nell’atto di vendita degli strumenti concessori dell’immobile. Tuttavia, si è ricordato che i precedenti di legittimità siano stati alquanto prudenti nello stigmatizzare l’incommerciabilità di un bene non conforme alle norme urbanistiche.

Invero, pur dovendosi tutelare l’acquirente dell’immobile che presenti irregolarità urbanistiche, discrepanze o lacune nell’atto concessorio, si è ritenuto che la nullità e la perdita dell’immobile vada oltre il fine pubblicistico che la legge intende tutelare.

Leggi l’ordinanza in esteso.

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