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Risponde il gestore del locale per gli schiamazzi dei clienti

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Risponde il gestore del locale per gli schiamazzi dei clienti

La terza sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30644 del 6 luglio, ritiene configurabile il reato di reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone qualora il gestore del locale non si attivi per impedire schiamazzi e rumori avvenuti nelle ore notturne da parte degli avventori e che hanno recato disturbo alla quiete pubblica.

In primo grado il tribunale ha ritenuto configurato il reato di cui all’art. 659, comma 1, cod. pen. e con la concessione delle circostanze attenuanti generiche ha determinato la pena dell’ammenda nella misura di euro 300,00. Inoltre, ha motivato l’esclusione del beneficio della sospensione condizionale della pena in considerazione del comportamento della ricorrente, che non consente una prognosi favorevole, in quanto la stessa ha continuato nella sua condotta, nonostante i reclami degli abitanti del palazzo e gli interventi delle forze dell’ordine.

La Corte di Cassazione, rigettando il ricorso per manifesta infondatezza, ha affermato che il titolare dell’esercizio commerciale risponde per non aver impedito i rumori molesti. La Corte ha precisato che la qualità di titolare della gestione dell’esercizio pubblico comporta l’assunzione dell’obbligo giuridico di controllare, con possibile ricorso ai vari mezzi offerti dall’ordinamento come l’attuazione dello “ius excludendi” e il ricorso all’autorità, che la frequenza del locale da parte degli utenti non sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela dell’ordine e della tranquillità pubblica.

Consulta la sentenza in esteso.

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