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Sentenze penali

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze penali

Il reato di contaminazione ambientale, anche solo potenziale, giustifica l’applicazione di misura cautelare personale

La terza Sezione penale della Corte di Cassazione pronuncia in materia di reati ambientali, con riferimento all’applicazione della misura cautelare personale. In particolare, il reato di inquinamento ambientale ascritto all’imputato nei gradi precedenti veniva impugnato perché il pubblico ministero aveva rilevato solamente una potenziale contaminazione del fondo, che il ricorrente ritiene non idonea per integrare gli estremi del reato di inquinamento ambientale. Ed invero, si accertava l’abusivo sversamento in un'area di cava dismessa di centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti speciali di svariata origine, pericolosi e non, e la maggior parte del materiale rinvenuto in superficie appariva depositato di recente,...

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Le Sezioni Unite su ricorso Schettino in merito alla rilevanza della recidiva ai fini di calcolo del termine di prescrizione del reato

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, su ricorso di Schettino, rilasciano l'informazione provvisoria in merito alla rilevanza della recidiva ai fini di calcolo del termine di prescrizione del reato. Il quesito era stato posto dalla Terza Sezione della Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 30042 del 21 giugno - 4 luglio, nei seguenti termini: se la recidiva contestata e accertata nei confronti dell’imputato e solo implicitamente riconosciuta dal giudice di merito, che pur non aumentando la pena a tale titolo, abbia specificamente valorizzato, per negare il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, i precedenti penali dell’imputato, rilevi ai fini del calcolo del...

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desistenza volontaria e reato di finanziamento illecito

La sesta Sezione penale della Corte di Cassazione del 19 ottobre, n. 47854, rilascia una sentenza in merito al reato di finanziamento illecito ad un partito politico. Il ricorso proviene dalla condanna in primo grado di due correi per i reati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, ex art. 353 bis c.p., e di finanziamento illecito ai partiti, con il vincolo della continuazione. La norma che definisce la fattispecie si rinviene nell'art. 7 della legge 2 maggio 1974 n. 195 - da leggersi in uno con le prescrizioni dettate dall'art. 4 co. 1 della legge 18 novembre 1981 n....

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La mancata tempestiva proposizione della richiesta di riesame applicativo di una misura cautelare reale non ne preclude la revoca

Le Sezioni Unite Penali, con la sentenza n. 46201 dell’11 ottobre 2018, rassegnano un principio processuale in tema di ammissibilità del sequestro preventivo. La controversia origina a carico degli amministratori di una società che opera in campo edilizio, i quali si vedevano assoggettare a sequestro preventivo, da parte del gup, l’importo ritenuto corrispondente al profitto conseguito dalla commissione degli illeciti. La società formulava al medesimo giudice l’istanza di revoca del provvedimento di sequestro, basata sulla scissione del ramo di azienda originariamente amministrato dai soggetti chiamati in giudizio. L’istanza veniva respinta in primo ed in secondo grado. Promosso ricorso per cassazione, la terza sezione...

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la responsabilità concorsuale del direttore della testata e del giornalista per il reato di diffamazione

La quinta Sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45813 del 10.10.2018, si occupa della diffamazione in ambito giornalistico. La causa vede coinvolti Vittorio Feltri, direttore della testata giornalistica “Il Giornale” e la giornalista autrice dell’articolo ritenuto diffamatorio. Il reato ascritto si rinviene negli articoli 595 e 57 c.p., relativi al reato di diffamazione commessa col mezzo della stampa. Le notizie comparse nell’articolo giornalistico per cui è stata emessa condanna vertono sull'inchiesta avente ad oggetto un presunto complotto ordito ai danni di Silvio Berlusconi , che avrebbe visto protagonisti avvocati, giornalisti, politici, magistrati ed in particolare la persona offesa...

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L’appropriazione indebita del venditore Trenitalia

La Corte di Cassazione Penale, sezione sesta, emette la sentenza n. 45465 del 9 ottobre 2018 in tema di peculato. Nei primi due gradi di giudizio veniva confermata la condanna infitta alla ricorrente per Cassazione, che veniva ritenuta responsabile del reato di peculato continuato, a lei ascritto per essersi appropriata, quale incaricato di pubblico servizio, nella sua qualità di addetta alle vendite dei titolo di viaggio al pubblico di Trenitalia s.p.a., presso la stazione ferroviaria di Sestri Levante, di un biglietto da 55 euro di cui era in possesso, ceduto verso corrispettivo e senza contabilizzazione all’utente, che lo pagava a sue...

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è ricorribile per cassazione l’imputazione coatta avente ad oggetto fatti diversi da quelli per cui si è richiesta l’archiviazione

È atto abnorme l’imputazione coatta per fatti diversi da quelli oggetto della richiesta di archiviazione. Tale atto, di immediata portata lesiva, è direttamente ricorribile per cassazione. È questo l’approdo a cui giungono le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione che, nella sentenza n. 40984 del 24 settembre 2018, tracciano il limite del potere d’imperio del giudice per le indagini preliminari. In particolare, le Sezioni Unite ripercorrono il dibattito sorto in merito all’impugnabilità dell’imputazione coattiva e, contrariamente all’orientamento che riteneva impossibile la via del ricorso per cassazione per carenza di interesse ad impugnare, abbracciano l’opposto orientamento, sino ad oggi considerato minoritario. La...

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La truffa ai pazienti è, per ciascuno di essi, autonomo reato

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44228 emessa dalla Seconda Sezione e pubblicata il 4.10.2018, torna sul concetto di truffa. Il reato contestato all’imputata riguarda l’aver indotto in errore i pazienti sul regime applicabile alle visite mediche per il rinnovo della patente, facendogli credere, contrariamente al vero, che la prestazione doveva essere resa in regime di libera professione e non in convenzione. Disciplina modificata a favore degli ultra ottantenni, che potevano ottenerla in regime ambulatoriale previo pagamento del ticket sanitario. La Corte di Cassazione coglie così l’occasione di riaffermare gli elementi costitutivi del reato di truffa: la natura "ingiusta" del...

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L’applicazione della continuazione non deve ledere il favor rei

La Corte d’Appello ritenne i ricorrenti imputabili per aver essi fabbricati abusivamente una soprelevazione di precedente immobile in zona sismica privi dei titoli abitativi. Si comminava la pena dell’ammenda, determinata sommando, alla pena prevista per la violazione edilizia, le ammende previste per i reati satellite, ritenuti connessi dal vincolo della continuazione. La sentenza viene impugnata con ricorso per Cassazione. Ed è proprio con riferimento al criterio della continuazione che le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione si pronunciano, con la sentenza n. 40983 del 24 settembre 2018. La questione di diritto rimessa alle Sezioni Unite, riguarda la configurabilità della continuazione tra...

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Il nuovo 589 bis c.p. è maggiormente afflittivo

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40986 del 24 settembre, si pronunciano in tema di successione di leggi nel tempo, valorizzando la prevalenza del principio del favor rei. Nel tema esaminato dalle Sezioni Unite vengono in rilievo i principi sovranazionali di irretroattività della legge penale sfavorevole, di cui all’art. 25 Cost. E 7 CEDU. Il caso di specie riguarda l’applicazione della disciplina dettata dall’art. 589 bis c.p., introdotta in epoca successiva alla condotta ascritta dall’imputato, mentre all’epoca della condotta era in vigore una disciplina più favorevole. Infatti, l’art. 589, comma 2, c.p., prevedeva una circostanza aggravante, al...

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