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Sentenze penali

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze penali

Reati satellite e aumento della pena

Cass., Sez. III, n. 10395 del 2021 La seconda sezione ha rimesso alla Sezioni Unite la seguente questione: “se, in tema di reato continuato, il giudice, nel determinare la pena complessiva, oltre ad individuare il reato più grave e stabilire la pena base per tale reato, debba calcolare l’aumento di pena in modo distinto per i singoli reati satellite o possa determinarlo unitariamente per il complesso dei reati satellite”. LEGGI LA SENTENZA PER ESTESO...

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Le SS.UU. estendono l’applicazione dell’art. 384, I, cp ai conviventi more uxorio

Cass. Pen., Sezioni Unite, 16 marzo 2021, n. 10381 «L’art. 384, primo comma, cod. pen., in quanto causa di esclusione della colpevolezza, è applicabile analogicamente anche a chi ha commesso uno dei reati ivi indicati per esservi stato costretto dalla necessità di salvare il convivente more uxorio da un grave e inevitabile nocumento nella libertà e nell’onore». LEGGI LA SENTENZA PER ESTESO...

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Il calcolo dello spazio minimo per ogni detenuto

Cass. pen., Sez. Un., 19 febbraio 2021, n. 6551             «nella valutazione dello spazio minimo di tre metri quadrati da assicurare ad ogni detenuto affinché lo Stato non incorra nella violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti, stabilito dall’art. 3 CEDU, si deve avere riguardo alla superficie che assicura il normale movimento e, pertanto, vanno detratti gli arredi tendenzialmente fissi al suolo, tra cui rientrano i letti a castello». «i fattori compensativi costituiti dalla breve durata della detenzione, dalle dignitose condizioni carcerarie, dalla sufficiente libertà di movimento al di fuori della cella mediante lo svolgimento di adeguate attività, se ricorrono congiuntamente, possono permettere di superare la presunzione di violazione dell’art....

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Alle Sezioni Unite la mera affiliazione ad un’associazione di tipo mafioso “storica”

Cass. pen., I, 9 febbraio 2021, n. 5071 Va rimessa la questione alle Sezioni Unite affinché questi chiariscano «se la mera affiliazione a un'associazione di tipo mafioso c.d. storica, nella specie ‘ndrangheta, effettuata secondo il rituale previsto dall'associazione stessa, costituisca fatto idoneo a fondare un giudizio di responsabilità in ordine alla condotta di partecipazione, tenuto conto della formulazione dell'art. 416-bis c.p. e della struttura del reato previsto dalla norma». LEGGI LA SENTENZA PER ESTESO...

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La recidiva qualificata (aggravata, pluriaggravata e reiterata) è circostanza aggravante ad effetto speciale e determina la procedibilità d’ufficio

Cass. pen., Sez. Un., 29 gennaio 2021, n. 3585 Il riferimento alle aggravanti ad effetto speciale contenuto nell'art. 649-bis c.p., ai fini della procedibilità d'ufficio, per i delitti menzionati nello stesso articolo, comprende anche la recidiva qualificata - aggravata, pluriaggravata e reiterata - di cui all'art. 99 c.p., commi 2, 3 e 4. LEGGI LA SENTENZA PER ESTESO...

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Integra il reato di violenza sessuale l’imposizione di un rapporto al coniuge quando si vive da “separati in casa”.

Cass. pen., III, Sent., 18 gennaio 2021, n. 1764 In tema di violenza sessuale, il mancato dissenso ai rapporti sessuali con il proprio coniuge, in costanza di convivenza, non ha valore scriminante quando sia provato che la parte offesa abbia subito tali rapporti per le violenze e le minacce ripetutamente poste in essere nei suoi confronti, con conseguente compressione della sua capacità di reazione per timore di conseguenze ancor più pregiudizievoli, dovendo, in tal caso, essere ritenuta sussistente la piena consapevolezza dell'autore delle violenze del rifiuto, seppur implicito, ai congiungimenti carnali. LEGGI LA SENTENZA PER ESTESO...

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La Cassazione sulle violazioni al Codice della Strada (D. lgs. n. 285 del 1992) e sull’accertamento mediante alcooltest

Cass. civ., VI, n. 28 del 2021 “In tema di sanzioni amministrative per violazioni al c.d.s., l'accertamento strumentale dello stato di ebrezza alcolica (mediante cd. alcooltest o etilometro) costituisce atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile, che impone alla p.g. di dare avviso, al soggetto che vi sia sottoposto, della facoltà di farsi assistere da un difensore, senza però che da ciò derivi l'obbligo, per i verbalizzanti, di attendere un lasso di tempo minimo da tale avviso prima di procedere all'effettuazione del test alcolimetrico, onde consentire l'arrivo del difensore eventualmente nominato.” LEGGI LA SENTENZA PER ESTESO...

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Non è imprevedibile l’overruling conseguente ad una sentenza delle Sezioni Unite

Cass. pen., III, 15 gennaio 2021, n. 1731 Ove l'overruling sia connotato dal carattere dell'imprevedibilità (per aver agito in modo inopinato e repentino sul consolidato orientamento pregresso), si giustifica una scissione tra il fatto (e cioè il comportamento della parte risultante ex post non conforme alla corretta regola del processo) e l'effetto, di preclusione o decadenza, che ne dovrebbe derivare. Ne consegue che - in considerazione del bilanciamento dei valori in gioco, tra i quali assume preminenza quello del giusto processo (art. 111 Cost.), volto a tutelare l'effettività dei mezzi di azione e difesa anche attraverso la celebrazione di un giudizio...

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La verificazione di uno degli eventi previsti dall’art. 612 bis c.p. non rende irrilevanti gli atti successivi: il dies a quo per la proposizione della querela decorre dall’ultimo atto della serie.

Cass. Pen., V, 13 gennaio 2021, n. 1172 La verificazione dell’evento costituisce – invero – un elemento della fattispecie, indispensabile per la configurabilità del reato, ma non rende irrilevanti gli atti successivi, i quali – saldandosi con quelli precedenti – approfondiscono ed estendono l’offesa al bene giuridico protetto ed assumono, pertanto rilevanza ai fini della perseguibilità, spostando il dies a quo per la proposizione della querela all’ultimo atto della serie. La contraria opinione, oltre a non essere supportata da nessun serio argomento giuridico, finisce col creare una zona franco a vantaggio del persecutore, che si avvantaggerebbe della tolleranza o dello spirito...

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La sottrazione del cellulare da parte dell’ex convivente tra “dispetto” e vero “profitto”: la Cassazione ritorna sul dolo specifico nel delitto di furto (624 c.p.)

Cass. pen., IV, 7 maggio 2020, n. 13842 “Il fine di trarre profitto dal bene della vita illecitamente acquisito si identifica nell'intenzione di trarre dal bene una qualsiasi utilità, anche di natura esclusivamente personale e non economica. Il fine può ben consistere nell'appropriarsi per un periodo apprezzabile di tempo della cosa mobile altrui, anche se solo a scopo emulativo. La limitazione della punibilità delle condotte di volontaria sottrazione ed impossessamento di cose mobili altrui alle sole ipotesi di sottrazione dettata da finalità economiche priverebbe di tutela penale il possesso delle cose mobili in caso di lesioni dettate da motivazioni non economiche,...

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