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Sentenze penali

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze penali

Equivale a maltrattamento detenere 33 gatti in casa

La terza Sezione penale della Corte di Cassazione ha affrontato il caso del maltrattamento di animali, con la sentenza n. 1510 pubblicata il 14 gennaio 2019. Nei precedenti gradi di giudizio, la ricorrente per Cassazione è stata condannata per il reato di abbandono di animali, di cui all’art. 727 c.p., per aver detenuto, nella propria abitazione, 33 gatti. Gli animali erano detenuti in modalità tali da arrecare loro gravi sofferenze, incompatibili, con la loro natura, in ragione delle condizioni di sovraffollamento degli animali e di pessime condizioni di igiene dei luoghi.  Nel ricorso viene dedotto che il Tribunale aveva tratto dalle condizioni...

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La Corte di Cassazione interpreta il reato di serrata

La sesta Sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1334 dell’11 gennaio 2019, interviene in tema di serrata. Nel caso di specie si imputava all’agente la commissione del reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, di cui all’art. 340 c.p.. In particolare, in materia di traffico aereo. Il punto di partenza seguito dalla Corte nel suo iter logico è costituito dal dato testuale della norma incriminatrice, che, in linea con l'interesse tutelato, sanziona non solo la condotta che abbia comportato l'interruzione del servizio pubblico di cui si tratti, bensì anche il...

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Guida in stato di ebbrezza e tenuità del fatto

La quarta Sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 54018 del 3 dicembre 2018, ritiene applicabile l’istituto della particolare tenuità del fatto anche in caso di guida in stato di ebbrezza connotata da elevato tasso alcolemico. La controversia deriva da un’accertamento degli agenti della questura, i quali, in ora notturna, fermavano la vettura guidata dal reo per un controllo un controllo di routine, e applicavano lo strumento dell’alcol test. L’esito indicava uno stato di ebbrezza ed un tasso alcolemico elevato. In primo grado si comminava la pena prevista per il reato di guida in stato di ebbrezza, con applicazione...

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Il rapporto tra estorsione e circonvenzione di incapace

La seconda Sezione penale della Corte di Cassazione rilascia la sentenza n. 51922, del 16.11.2018, in materia di estorsione aggravata e reato di falso in assegni. Il caso di specie vedeva l’impugnazione della sentenza di secondo grado, che ascriveva il reato di cui all’art. 629 c.p. senza valutare i problemi psichici dell’offeso. La Corte rinnega la fondatezza dell’assunto, ritenendo l’impianto accusatorio sostenuto nei due precedenti gradi coerente rispetto all’istruttoria espletata. In particolare, la Corte si sofferma sugli elementi sostanziali della fattispecie, e ricorda che la giurisprudenza di legittimità ha chiarito, nell'escludere il concorso tra estorsione e circonvenzione di incapace, che il soggetto passivo...

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Il reato di contaminazione ambientale, anche solo potenziale, giustifica l’applicazione di misura cautelare personale

La terza Sezione penale della Corte di Cassazione pronuncia in materia di reati ambientali, con riferimento all’applicazione della misura cautelare personale. In particolare, il reato di inquinamento ambientale ascritto all’imputato nei gradi precedenti veniva impugnato perché il pubblico ministero aveva rilevato solamente una potenziale contaminazione del fondo, che il ricorrente ritiene non idonea per integrare gli estremi del reato di inquinamento ambientale. Ed invero, si accertava l’abusivo sversamento in un'area di cava dismessa di centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti speciali di svariata origine, pericolosi e non, e la maggior parte del materiale rinvenuto in superficie appariva depositato di recente,...

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Le Sezioni Unite su ricorso Schettino in merito alla rilevanza della recidiva ai fini di calcolo del termine di prescrizione del reato

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, su ricorso di Schettino, rilasciano l'informazione provvisoria in merito alla rilevanza della recidiva ai fini di calcolo del termine di prescrizione del reato. Il quesito era stato posto dalla Terza Sezione della Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 30042 del 21 giugno - 4 luglio, nei seguenti termini: se la recidiva contestata e accertata nei confronti dell’imputato e solo implicitamente riconosciuta dal giudice di merito, che pur non aumentando la pena a tale titolo, abbia specificamente valorizzato, per negare il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, i precedenti penali dell’imputato, rilevi ai fini del calcolo del...

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desistenza volontaria e reato di finanziamento illecito

La sesta Sezione penale della Corte di Cassazione del 19 ottobre, n. 47854, rilascia una sentenza in merito al reato di finanziamento illecito ad un partito politico. Il ricorso proviene dalla condanna in primo grado di due correi per i reati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, ex art. 353 bis c.p., e di finanziamento illecito ai partiti, con il vincolo della continuazione. La norma che definisce la fattispecie si rinviene nell'art. 7 della legge 2 maggio 1974 n. 195 - da leggersi in uno con le prescrizioni dettate dall'art. 4 co. 1 della legge 18 novembre 1981 n....

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La mancata tempestiva proposizione della richiesta di riesame applicativo di una misura cautelare reale non ne preclude la revoca

Le Sezioni Unite Penali, con la sentenza n. 46201 dell’11 ottobre 2018, rassegnano un principio processuale in tema di ammissibilità del sequestro preventivo. La controversia origina a carico degli amministratori di una società che opera in campo edilizio, i quali si vedevano assoggettare a sequestro preventivo, da parte del gup, l’importo ritenuto corrispondente al profitto conseguito dalla commissione degli illeciti. La società formulava al medesimo giudice l’istanza di revoca del provvedimento di sequestro, basata sulla scissione del ramo di azienda originariamente amministrato dai soggetti chiamati in giudizio. L’istanza veniva respinta in primo ed in secondo grado. Promosso ricorso per cassazione, la terza sezione...

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la responsabilità concorsuale del direttore della testata e del giornalista per il reato di diffamazione

La quinta Sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45813 del 10.10.2018, si occupa della diffamazione in ambito giornalistico. La causa vede coinvolti Vittorio Feltri, direttore della testata giornalistica “Il Giornale” e la giornalista autrice dell’articolo ritenuto diffamatorio. Il reato ascritto si rinviene negli articoli 595 e 57 c.p., relativi al reato di diffamazione commessa col mezzo della stampa. Le notizie comparse nell’articolo giornalistico per cui è stata emessa condanna vertono sull'inchiesta avente ad oggetto un presunto complotto ordito ai danni di Silvio Berlusconi , che avrebbe visto protagonisti avvocati, giornalisti, politici, magistrati ed in particolare la persona offesa...

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L’appropriazione indebita del venditore Trenitalia

La Corte di Cassazione Penale, sezione sesta, emette la sentenza n. 45465 del 9 ottobre 2018 in tema di peculato. Nei primi due gradi di giudizio veniva confermata la condanna infitta alla ricorrente per Cassazione, che veniva ritenuta responsabile del reato di peculato continuato, a lei ascritto per essersi appropriata, quale incaricato di pubblico servizio, nella sua qualità di addetta alle vendite dei titolo di viaggio al pubblico di Trenitalia s.p.a., presso la stazione ferroviaria di Sestri Levante, di un biglietto da 55 euro di cui era in possesso, ceduto verso corrispettivo e senza contabilizzazione all’utente, che lo pagava a sue...

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