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Sentenze penali

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Sottrazione di dati sensibili dei clienti tra furto (624 c.p.) aggravato dall’abuso di prestazione d’opera (61, n. 11, c.p.) e appropriazione indebita (646 c.p.)

Cass. pen., V, 25 novembre 2020, n. 33105 La sottrazione di CD-ROM contenenti dati sensibili dei clienti della società da parte del dipendente tra furto (624 c.p.) aggravato dall’abuso di prestazione d’opera (61, n. 11, c.p.) e appropriazione indebita (646 c.p.) “Ai fini della configurabilità del reato di furto piuttosto che di quello di appropriazione indebita, ciò che è decisiva è l'indagine circa il potere di disponibilità sul bene da parte dell'agente: se questo sussiste, il mancato rispetto dei limiti in ordine all'utilizzabilità del bene integra il reato di appropriazione indebita; in caso contrario, è configurabile il reato di furto; ciò perché,...

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L’omicidio di Marco Vannini – La sentenza di Appello bis e il tramonto della c.d. prima formula di Frank

Corte di Assise di Appello di Roma, sez. II, 29 ottobre 2020, n. 22 Con riferimento alla posizione di Antonio Ciontoli, la Corte ha ritenuto “non logicamente supportato l’assunto secondo cui, se il Ciontoli avesse avuto certezza della verificazione dell’evento, si sarebbe certamente astenuto dalla condotta illecita, essendovi secondo la Corte di Appello una relazione di sostanziale incompatibilità tra il fine di evitare conseguenze pregiudizievoli in ambito lavorativo e la morte di Marco Vannini, perché è vero che anche nell’ipotesi in cui la verificazione dell’evento collaterale rappresenti il fallimento del piano non può escludersi che l’agente abbia effettuato una opzione consapevole...

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La successione mediata e la responsabilità dell’albergatore per omesso o parziale versamento dell’imposta di soggiorno a seguito del c.d. decreto-rilancio (n. 34 del 2020)

Cass. pen., VI, 30 ottobre 2020, n. 30227 “Nella vicenda in esame si deve registrare un caso di successione di norme extrapenali che pure collocandosi in rapporto di interferenza applicativa sia con la norma che definisce la qualifica soggettiva dell'agente (art. 358 c.p.) sia con quella che stabilisce la struttura del reato (art. 314 c.p.), lasciano, però, entrambe inalterate, potendo al più dirsi richiamate in maniera implicita da elementi normativi contenuti sia nella norma definitoria che nella fattispecie penale. Per il complesso delle suddette argomentazioni deve conclusivamente ribadirsi la rilevanza penale a titolo di peculato delle condotte, tra cui quella ascritta...

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La nozione di prossimo congiunto (307, IV, c.p.) e l’applicabilità dell’art. 384, I, c.p. al convivente more uxorio

Cass. pen., Sez. Un., informazione provvisoria. 26 novembre 2020, Fialova Rilevando un contrasto giurisprudenziale sul punto, la Sesta sezione aveva rimesso alle Sezioni Unite il seguente quesito: “se l’ipotesi di cui all’art. 384, I, c.p. sia applicabile al convivente more uxorio” (Cass. pen., VI, ord., 19 dicembre 2019, n. 1825).  Il collegio rimettente aveva, peraltro, affermato che regole generali dell’interpretazione vietano di estendere oltre il dato letterale l’art. 384 c.p., che rappresenta norma eccezionale e tassativa quantomeno con riferimento ai soggetti che la possono invocare. Ad opinione del collegio, l’operazione di riscrittura giurisprudenziale dell’esimente costituisce espressione di un potere di cui...

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La ricettazione di un unico bene proveniente da una pluralità di delitti

Cass. pen., VI, 26 ottobre 2020, n. 29677 “In tema di ricettazione, qualora la condotta di acquisto, ricezione od occultamento abbia ad oggetto un'unica cosa, il reato è unico, pur quando quest'ultima provenga da una pluralità di delitti”. [Fattispecie in cui la duplicità dei reati di ricettazione era stata ritenuta dal Giudice del merito sulla base della pluralità dei reati-presupposto commessi in relazione al medesimo oggetto, ovvero un fucile d’assalto “AK 47”, considerato, in un capo, quale oggetto proveniente dal delitto di porto e detenzione illegali di armi, mentre, in un altro, la provenienza delittuosa era stata individuata con riferimento al delitto...

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Le Sezioni Unite sulla distinzione tra esercizio arbitrario (392-393 c.p.) ed estorsione (629 c.p.)

Cass. pen., Sez. Un., 23 ottobre 2020, n. 29541 “I reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni hanno natura di reato proprio non esclusivo. Il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alle persone e quello di estorsione si differenziano tra loro in relazione all'elemento psicologico, da accertarsi secondo le ordinarie regole probatorie. Il concorso del terzo nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alle persone è configurabile nei soli casi in cui questi si limiti ad offrire un contributo alla pretesa del creditore, senza perseguire alcuna diversa ed ulteriore finalità”. LEGGI LA...

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Non dire “atto” … La Cassazione interviene nuovamente sui rapporti tra corruzione propria e impropria nell’ipotesi di vendita dell’attività discrezionale

La Cassazione torna a tracciare la controversa linea di confine tra le due fattispecie di corruzione previste dal codice penale (artt. 318-319 c.p.) dopo le modifiche apportate dalla Legge Severino (L. 190/2012). La riforma del 2012 ha novellato l’art. 318 c.p. ricomprendendo tra le forme di compravendita della funzione lo stabile asservimento del pubblico ufficiale il quale, dietro corrispettivo, si ponga genericamente a disposizione del privato in violazione dei doveri di imparzialità, onestà e vigilanza. Tale intervento ha, dunque, esteso il perimetro applicativo delle ipotesi corruttive, in precedenza incentrato unicamente sulla presenza di un atto conforme o contrario ai doveri d’ufficio...

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La CEDU condanna l’ergastolo ostativo nell’ordinamento penitenziario italiano

Con la decisione del 13 giugno 2019, n.77633-16, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha ordinato allo Stato italiano di eliminare l'ergastolo ostativo. Il caso di specie riguarda Marcello Viola, all'epoca del ricorso rinchiuso nel carcere di Sulmona per essere coinvolto negli eventi che videro contrapporsi la cosca Radicena e la cosca Iatrinoli a partire dalla metà degli anni '80 e fino all'ottobre 1996, eventi afferenti, in particolare, ai reati di associazione mafiosa, omicidio, sequestro di persona, possesso illegale di armi. Viola, in regime di 41 bis dal 2000, si era visto respingere le istanze volte ad ottenere i benefici penitenziari (permessi...

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La vendita e la cessione di gameti per la fecondazione eterologa è reato

La terza Sezione penale della Corte di Cassazione ha emesso la sentenza n. 36221 del 19 agosto 2019 in tema di fecondazione eterologa. In particolare, ai condannati si contestava il reato di cui all'art. 12 comma 6 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, art. 646 cod.pen., perché sfruttando le strutture della clinica, si associavano tra loro e con altri soggetti operanti presso strutture sanitarie estere, allo scopo di commercializzare gameti umani: attività consistita segnatamente, nell'acquisto degli stessi dalle cliniche estere di Siviglia e di Praga, ovvero da donatrici appositamente procacciate allo scopo e pagate, e nella successiva rivendita degli stessi...

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Per la Corte Costituzionale non è punibile l’aiuto al suicidicio in presenza di determinate circostanze

La Corte costituzionale, definitivamente pronunciandosi sul Caso Cappato, limita la punibilità del suicidio assistito. All'esito della camera di consiglio del 25 settembre 2019, la Corte ha emesso un comunicato stampa in cui si risponde alla questione di legittimità raccolta con l'ordinanza n. 207/2018. La questione, sollevata dalla Corte d'Assise di Milano, riguardava la legittimità dell'art. 580 c.p. in tema di punibilità dell'aiuto al suicidio di colui che si sia già determinato a togliersi la vita. In attesa del deposito delle motivazioni, nel comunicato stampa si legge che la Corte ha ritenuto non punibile, a determinate condizioni, chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente...

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