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Sentenze penali

Formazione Giuridica > Sentenze  > Sentenze penali (Page 4)

L’appropriazione indebita del venditore Trenitalia

La Corte di Cassazione Penale, sezione sesta, emette la sentenza n. 45465 del 9 ottobre 2018 in tema di peculato. Nei primi due gradi di giudizio veniva confermata la condanna infitta alla ricorrente per Cassazione, che veniva ritenuta responsabile del reato di peculato continuato, a lei ascritto per essersi appropriata, quale incaricato di pubblico servizio, nella sua qualità di addetta alle vendite dei titolo di viaggio al pubblico di Trenitalia s.p.a., presso la stazione ferroviaria di Sestri Levante, di un biglietto da 55 euro di cui era in possesso, ceduto verso corrispettivo e senza contabilizzazione all’utente, che lo pagava a sue...

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è ricorribile per cassazione l’imputazione coatta avente ad oggetto fatti diversi da quelli per cui si è richiesta l’archiviazione

È atto abnorme l’imputazione coatta per fatti diversi da quelli oggetto della richiesta di archiviazione. Tale atto, di immediata portata lesiva, è direttamente ricorribile per cassazione. È questo l’approdo a cui giungono le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione che, nella sentenza n. 40984 del 24 settembre 2018, tracciano il limite del potere d’imperio del giudice per le indagini preliminari. In particolare, le Sezioni Unite ripercorrono il dibattito sorto in merito all’impugnabilità dell’imputazione coattiva e, contrariamente all’orientamento che riteneva impossibile la via del ricorso per cassazione per carenza di interesse ad impugnare, abbracciano l’opposto orientamento, sino ad oggi considerato minoritario. La...

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La truffa ai pazienti è, per ciascuno di essi, autonomo reato

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44228 emessa dalla Seconda Sezione e pubblicata il 4.10.2018, torna sul concetto di truffa. Il reato contestato all’imputata riguarda l’aver indotto in errore i pazienti sul regime applicabile alle visite mediche per il rinnovo della patente, facendogli credere, contrariamente al vero, che la prestazione doveva essere resa in regime di libera professione e non in convenzione. Disciplina modificata a favore degli ultra ottantenni, che potevano ottenerla in regime ambulatoriale previo pagamento del ticket sanitario. La Corte di Cassazione coglie così l’occasione di riaffermare gli elementi costitutivi del reato di truffa: la natura "ingiusta" del...

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L’applicazione della continuazione non deve ledere il favor rei

La Corte d’Appello ritenne i ricorrenti imputabili per aver essi fabbricati abusivamente una soprelevazione di precedente immobile in zona sismica privi dei titoli abitativi. Si comminava la pena dell’ammenda, determinata sommando, alla pena prevista per la violazione edilizia, le ammende previste per i reati satellite, ritenuti connessi dal vincolo della continuazione. La sentenza viene impugnata con ricorso per Cassazione. Ed è proprio con riferimento al criterio della continuazione che le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione si pronunciano, con la sentenza n. 40983 del 24 settembre 2018. La questione di diritto rimessa alle Sezioni Unite, riguarda la configurabilità della continuazione tra...

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Il nuovo 589 bis c.p. è maggiormente afflittivo

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40986 del 24 settembre, si pronunciano in tema di successione di leggi nel tempo, valorizzando la prevalenza del principio del favor rei. Nel tema esaminato dalle Sezioni Unite vengono in rilievo i principi sovranazionali di irretroattività della legge penale sfavorevole, di cui all’art. 25 Cost. E 7 CEDU. Il caso di specie riguarda l’applicazione della disciplina dettata dall’art. 589 bis c.p., introdotta in epoca successiva alla condotta ascritta dall’imputato, mentre all’epoca della condotta era in vigore una disciplina più favorevole. Infatti, l’art. 589, comma 2, c.p., prevedeva una circostanza aggravante, al...

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L’ultima Corte di Cassazione conferma i precedenti in tema di violenza privata

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40482 del 12 settembre, decide in materia di violenza privata. Il ricorrente veniva riconosciuto colpevole di detto delitto per aver impedito, per giorni, la chiusura di un cancello posto sulla proprietà della persona offesa, in modo tale da impedirne il transito, altresì parcheggiando un’autovettura in loco e sedendo sui battenti della proprietà. La Corte di Cassazione, rigettando per infondatezza il ricorso, basato su asserito vizio di violazione di legge nell’applicazione della norma di parte speciale, ha avuto modo di specificare che unanime giurisprudenza della Corte di legittimità, in tema di violenza privata, ritiene il...

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L’affidamento in prova al servizio sociale nella recente Cassazione Penale

La prima Sezione penale della Corte di Cassazione, con la pronuncia 39909 del 4 settembre, pronuncia in materia processuale sui benefici concedibili al reo di bancarotta fraudolenta. Il caso origina dalla richiesta dell’ex amministratore di una società, condannato per bancarotta, di avvalersi dell’affidamento in prova al servizio sociale. La richiesta era stata denegata sulla scorta della considerazione che il medesimo sarebbe rimasto nello stesso contesto imprenditoriale in cui si è consumato il reato. Per il medesimo motivo si esprimeva giudizio sfavorevole sull’idoneità lavorativa del richiedente, agli effetti di una efficace risocializzazione della misura alternativa. Diversamente opinando, la Corte di Cassazione ha accolto...

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La più recente Cassazione sul reato di concussione

La sesta Sezione penale della Corte di Cassazione ha deciso, con la sentenza n. 38544 del 13 agosto, in materia di reati contro la pubblica amministrazione. Nei precedenti gradi, il ricorrente è stato ritenuto colpevole del reato di concussione poichè, in qualità di Vice Questore aggiunto della Polizia di Stato, aveva abusato della sua qualità e dei suoi poteri, ordinando ai suoi sottoposti, peraltro appartenenti alla sezione «fasce deboli», di sottoporre a controllo l'autovettura di un soggetto - poi costituitosi parte civile nel giudizio penale - e, intervenendo irritualmente, lo costringeva a promettergli indebitamente che avrebbe interrotto le proprie frequentazioni con...

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Turbata libertà degli incanti e aggravante del metodo mafioso nell’ultima Cassazione Penale

La sesta Sezione penale della Corte di Cassazione ha deciso, con la sentenza n. 38562 del 13 agosto, in materia di turbativa nelle gare ad evidenza pubblica. Nei precedenti gradi, agli imputati era stato contestato il reato di turbata libertà degli incanti, commesso mediante accordo collusivo tra loro e diretto ad ostacolare la libera partecipazione degli altri partecipanti ad una gara ad evidenza pubblica e a pilotarne l’esito in fase di aggiudicazione. È emerso, inoltre, anche per mezzo delle intercettazioni predisposte, che le condotte erano poste in essere al fine di agevolare l’associazione mafiosa locale, una cosca cosentina. La sentenza ripercorre quanto...

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La Cassazione interpreta il reato di cui all’art. 270 c.p. nella partecipazione all’Isis

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38208 dell’8 agosto della seconda Sezione penale, si pronuncia in un caso di partecipazione ad associazione con finalità terroristiche. Il caso di specie riguarda due soggetti, in primo grado imputati per la loro partecipazione alla nota associazione Isis, ai sensi dell’art. 270 c.p.. La pronuncia di legittimità valorizza l’imputazione formulata in primo grado tramite una valutazione complessiva dei dati sintomatici espressivi della qualità e natura del contributo dei ricorrenti al proposito criminale dell’associazione. In merito, la pronuncia è pregevole nel ricordare che la categoria dei delitti associativi, nella sua evoluzione storica, ha da sempre testimoniato...

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