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Silvio Berlusconi VS. Italia

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Silvio Berlusconi VS. Italia

La Grande Camera della Corte Edu conclude la causa instaurata da Berlusconi contro l’Italia.

La controversia origina dalle vicende di Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale nel processo Mediaset. Di conseguenza, per effetto del d.lgs. 235 del 2012, il medesimo decadeva dalla carica di senatore, perdendo, altresì, la possibilità di candidarsi alle successive elezioni politiche. 

Silvio Berlusconi, pertanto, ha promosso il ricorso alla Corte Europe dei Diritti dell’Uomo, lamentando la violazione dell’art. 7 Cedu (nulla poena sine lege). Asseriva, inoltre, che la disposizione sopra richiamata fosse lesiva anche dell’art. 3 Prot. 1 Cedu (diritto di voto), poiché gli precludeva di terminare il mandato elettorale precedentemente conferitogli dalla popolazione. Infine, lamentava che, in contrasto con l’art. 13 Cedu, non ci fosse alcun rimedio giurisdizionale con cui impugnare la decisione del Senato cui apparteneva, da cui era scaturita la decadenza dalla sua carica.

La causa veniva rimessa alla Grande Camera, e vedeva la partecipazione dell’European Commission for Democracy through Law (c.d. Commissione di Venezia, organo del Consiglio d’Europa), con funzione consultiva in materia di diritto costituzionale. La questione veniva, infine, discussa nell’udienza pubblica del 22 novembre 2017. 

Nelle more del processo Silvio Berlusconi otteneva, dal Tribunale di Milano, una sentenza di riabilitazione, con conseguente rinuncia al ricorso, venendo meno il requisito dell’interesse ad una pronuncia.

Venendo meno il ricorso, tuttavia, la Corte Edu non si è espressa in punto alla natura delle incandidabilità di cui a d.lgs. 235 del 2012 e, correlativamente, alla sua applicabilità a reati commessi prima della sua entrata in vigore.

Consulta la sentenza in esteso.

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