Esame Avvocato 2023 Svolgimento Atto Amminsitrativo

Intro: Nei confronti dalla Alpha s.r.l., operativa nel campo dell'edilizia pubblica e privata, le cui quote sono possedute interamente, in pari misura, dai fratelli Tizio e Caio, viene rilasciata un'informazione interdittiva antimafia per rischio di infiltrazione mafiosa, in data 10.06.2023, dalla Prefettura di Palermo, ai sensi degli artt. 91 ss. d. Igs. n. 159/2011 e dell'art. 10 d.P.R. n. 252/1998. Premesso che la misura interdittiva si fonda sui seguenti elementi indiziari: adozione di precedente informazione del 20.05.2016, a sua volta basata sulla misura inibitoria del divieto di esercitare attività imprenditoriale applicata ai fratelli Tizio e Caio nell'ambito dell'operazione antimafia denominata Omega; sentenza di proscioglimento del Tribunale di Termini Imerese dei fratelli Tizio e Caio per il reato di cui all'art. 416-bis c.p., passata in giudicato, e sentenza di proscioglimento del G.u.p. presso il Tribunale di Palermo in favore degli stessi per intervenuta prescrizione per i reati di cui agli artt. 110 e 353 c.p., le quali tuttavia evidenziavano la probabile esposizione a influenze illecite della malavita organizzata; sequestro preventivo della società e dei beni aziendali nell'ambito dell'operazione Omega, poi revocato, il candidato, assumendo le vesti di legale della compagine sociale, predisponga l'atto stimato opportuno per tutelare la propria assistita.

***

Ecc.mo Tribunale Amministrativo

Regionale della Sicilia

Sede di Palermo

Ricorso giurisdizionale

promosso dalla società ALPHA s.r.l. (C.F.-P.IVA...), in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede legale in ...., via ...., n. ...., rappresentato e difeso, giusta delega in calce al presente atto, dall’Avv. .... del Foro di .... (C.F. ...., PEC: ...., fax ....) ed elettivamente domiciliato presso lo studio e la persona di quest’ultimo in ...., via .... n. ...., presso i cui recapiti PEC e fax sopra indicati dichiarano di voler ricevere ogni notificazione e/o comunicazione relativa al presente procedimento;

contro

- la Prefettura di Palermo (C.F. ….), in persona del Prefetto pro tempore, con sede in Palermo, via…,domiciliata presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo

Nonché nei confronti di

- il Ministero dell’Interno (C.F……), in persona del Ministro pro tempore, con sede in Roma, via ….., domiciliato presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo

per l’annullamento

- della nota del Prefetto di Palermo prot. n. ... del 10.6.2023 emessa ai sensi dell'art. 92, comma 2 bis, del D. Lgs. 159/2011, come modificato dal D.Lgs. n. 153/2014, recante informazione antimafia di contenuto interdittivo ai sensi degli artt. 84, 91 e 100 del D. Lgs. n. 159/2011 nonché ai sensi dell’art. 10 D.P.R. 252/98 (doc. 1);

- di ogni altro atto e/o provvedimento, ancorché non conosciuto, comunque annesso, connesso e/o presupposto.

IN FATTO

Con nota emanata dal Prefetto di Palermo con protocollo n. ... in data 10.6.2023, ai sensi dell'art. 92, comma 2 bis, del D.Lgs. 159/2011, così come modificato dal D.Lgs. n. 153/2014, è stata notificata alla ricorrente la decisione antimafia di natura interdittiva, emessa in conformità agli articoli 84 e 91 del D.Lgs. n. 159/2011 e all'art. 10 del DPR 252/1998, la quale è oggetto di impugnazione nel presente giudizio.

Tuttavia, sin dalla sola lettura del citato provvedimento emerge l’evidente illegittimità dello stesso in quanto limitatamente fondato sulla scorta dei soli seguenti elementi indiziari:

  1. Adozione di un'informativa precedente del 20.05.2016, a sua volta derivante dalla misura inibitoria del divieto di svolgere attività imprenditoriale, applicata ai fratelli Tizio e Caio (soci al 50% della società Alpha srl) nell'ambito dell'operazione antimafia denominata Omega (cfr. doc. 2);
  2. Sentenza di proscioglimento del Tribunale di Termini Imerese a favore dei fratelli Tizio e Caio per il reato di cui all'art. 416 bis c.p., con giudicato, e sentenza di proscioglimento del GUP presso il Tribunale di Palermo per intervenuta prescrizione per i reati di cui agli artt. 110 e 353 c.p., ritenute dalla Prefettura di Palermo come possibili esposizioni a influenze illecite della criminalità organizzata (cfr. doc. 3 e 4);
  3. Sequestro preventivo della società Alpha srl e dei beni aziendali nell'ambito dell'operazione Omega, successivamente revocato (cfr. doc. 5 e 6).

Dal solo esame delle citate circostanze risulta evidente che gli elementi utilizzati dalla Prefettura per giustificare l'adozione della misura interdittiva qui impugnata appaiono irrilevanti, riferendosi peraltro a fatti datati nel tempo e comunque indipendenti dall'attuale esercizio dell'attività imprenditoriale.

Di conseguenza, il provvedimento impugnato è da considerarsi arbitrario e illegittimo per le seguenti ragioni.

MOTIVI IN DIRITTO

  1. VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 84, 91 E 93 DEL D.LGS. 159/2011. VIOLAZIONE DELL’OBBLIGO DI MOTIVAZIONE DI CUI ALL’ART. 3 DELLA LEGGE N. 241/90. ECCESSO DI POTERE PER DIFETTO DI ISTRUTTORIA, TRAVISAMENTO DEI FATTI, CONTRADDITTORIETÀ, IRRAGIONEVOLEZZA, ILLOGICITÀ, DIFETTO DI PROPORZIONALITÀ ED ARBITRARIETÀ;

Come noto, la legislazione antimafia si basa sull'obiettivo di garantire la tutela dell'ordine pubblico, della libera concorrenza tra le imprese e dell'efficienza della Pubblica Amministrazione.

Nel dettaglio, l'informativa antimafia emessa in conformità agli articoli 84, comma 4, e 91, comma 6, del D.Lgs. n. 159/2011 richiede elementi concreti che dimostrino come l'attività imprenditoriale possa, anche indirettamente, favorire dinamiche criminali o essere in qualche modo influenzata da esse.

Tuttavia, la documentazione fornita dalla Prefettura di Palermo a sostegno del provvedimento contestato rivela una visione frammentaria di diversi elementi indiziari che, anche nella loro visione complessiva, mai avrebbero potuto condurre all’adozione dei provvedimenti impugnati.

La Prefettura di Palermo ha infatti emesso il provvedimento interdittivo impugnato basandosi su elementi non pertinenti alle attività correnti della società Alpha, senza fornire una motivazione adeguata a sostegno della decisione a carico della ricorrente.

Analizzando i fatti come descritti dalla Prefettura di Palermo, l'interdittiva emessa nei confronti della società Alpha il 10 giugno 2023 sembra essere giustificata da un provvedimento analogo emesso nell'ambito dell'operazione antimafia denominata Omega, nei confronti dei fratelli Tizio e Caio - soci al 50% di Alpha srl - datato 20.5.2016. Tuttavia, risulta che gli elementi indiziari rilevanti risalgono a ben 7 anni prima.

Inoltre, il provvedimento impugnato si traduce in un inammissibile riferimento a fatti tutti superati da precise decisioni del giudice penale: sentenza di proscioglimento del Tribunale di Termini Imerese per il reato di cui all'art. 416 bis c.p.; sentenza di proscioglimento del GUP presso il Tribunale di Palermo per intervenuta prescrizione per i reati di cui agli artt. 110 e 353 c.p.; e il sequestro preventivo della società Alpha srl e dei beni aziendali nell'ambito dell'operazione Omega, successivamente revocato.

Inoltre, tali pronunce dimostrano in maniera inequivocabile l'estraneità dei fratelli Tizio e Caio a qualsiasi tentativo di condizionamento mafioso e a qualsiasi coinvolgimento con soggetti legati all'operazione antimafia Omega.

Di conseguenza, per garantire la legittimità dell'interdittiva impugnata nei confronti della società Alpha, manca un quadro indiziario adeguato, secondo il principio del "più probabile che non", a supporto di un ragionevole convincimento sulla presunta connessione/condizionamento con organizzazioni mafiose (Consiglio di Stato, Sez. III, 9 ottobre 2023, n. 8771). Il provvedimento prefettizio è quindi chiaramente illegittimo.

  1. INATTUALITÀ DELL’INTERDITTIVA E/O MANCANZA DI ATTUALITÀ DEGLI ELEMENTI INDIZIANTI EX ART. 91 D.LGS. 159/2011; CARENZA DI MOTIVAZIONE; ECCESSO DI POTERE PER CARENZA DI ISTRUTTORIA; VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI DIFESA. VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI LEGALITÀ, VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI LIBERA INIZIATIVA IMPRENDITORIALE (ART. 41 COST.);

L'informativa antimafia può legittimamente basarsi non solo su fatti recenti, ma anche su eventi più datati nel tempo, purché gli elementi raccolti in passato dalla Prefettura, confermati anche da altri elementi probatori, siano indicative di un condizionamento attuale nell'attività d'impresa (TAR Veneto, Venezia, Sez.I, 1° luglio 2019, n.795).

Nel contesto attuale, oltre al lungo periodo tra l'interdittiva emessa nei confronti dei fratelli Tizio e Caio nel 2016 e quella emessa il 10.6.2023 nei confronti della società Alpha srl, si aggiungono ulteriori elementi di fatto, rappresentati dalle sentenze sopra menzionate, che giustificano ritenere inesistente il rischio di condizionamenti mafiosi nell'attività commerciale della ricorrente.

Si evidenzia chiaramente che fatti smentiti nel corso di un procedimento penale, come le sentenze di proscioglimento a favore dei fratelli Tizio e Caio nel nostro caso, non possono essere richiamati per attribuire una qualificazione nell'ambito dell'informativa antimafia con la diretta conseguenza che nei fatti descritti, manca una motivazione adeguata e una istruttoria congrua rispetto ai dati ritenuti rilevanti dalla Prefettura, i quali dovrebbero esprimere un rischio di coinvolgimento mafioso che non è stato provato.

Resta, pertanto, l'obbligo per l'amministrazione di fornire una motivazione "rafforzata", specialmente quando ci sono accertamenti favorevoli all'impresa. È universalmente riconosciuto che l'informativa debba basarsi su elementi attuali e pertinenti da cui sia ragionevolmente deducibile un tentativo di interferenza nella compagine sociale (CGARS, 31 gennaio 2022, n. 152).

A tale proposito, è cruciale ricordare che proprio l’art. art. 91, comma 5, D.lgs. 159/2011 impone specificamente all'amministrazione di basarsi su dati attuali, concreti e aggiornati.

Gli elementi necessari, tuttavia, risultano assenti nel provvedimento impugnato, che quindi risulta fondato su di una grave carenza di istruttoria.

In conclusione, si sottolinea la concreta esclusione del rischio di infiltrazione mafiosa presunto nell'interdittiva, compromettendo di conseguenza la sua legittimità.

Istanza cautelare

La presente richiesta cautelare si basa su un fondato rischio di diritto ("fumus boni juris") e su un evidente pericolo di ritardo ("periculum in mora").

Il rischio di diritto è chiaramente deducibile dai motivi legali precedentemente esposti.

Per quanto riguarda il pericolo di ritardo, il pregiudizio e il danno economico e d'immagine che la società ricorrente sta già subendo compromettono irrimediabilmente la propria situazione finanziaria e patrimoniale, impedendo la partecipazione a qualsiasi procedura di affidamento.

L'unico rimedio possibile, di fronte all'illegittimità del comportamento dell'amministrazione, consiste quindi nella immediata sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato.

Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede che l’Ill.mo Tribunale Amministrativo Regionale adito Voglia accogliere le seguenti

Conclusioni

In via preliminare: sospendere il provvedimento impugnato, sussistendone i presupposti di legge;

Nel merito: accogliere il presente ricorso e, per l’effetto, annullare gli atti ed i provvedimenti impugnato in quanto manifestamente illegittimi ed ingiusti.

In ogni caso, con vittoria di spese, compensi e onorari di causa e rimborso del contributo unificato come per legge.

Il sottoscritto procuratore dichiara che l’importo del contributo unificato è dovuto nella misura fissa pari ad Euro 650,00 regolarmente versato.

Si producono:

1) informazione interdittiva antimafia per rischio di infiltrazione mafiosa del 10.06.2023;

2) informazione del 20.05.2016;

3) sentenza di proscioglimento del Tribunale di Termini;

4) sentenza di proscioglimento del G.u.p. presso il Tribunale di Palermo;

5) sequestro preventivo della società e dei beni aziendali nell'ambito dell'operazione Omega;

6) revoca del sequestro preventivo della società e dei beni aziendali nell'ambito dell'operazione Omega;

Con osservanza.

...., li ....

Avv. ....

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