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Traccia diritto civile- Concorso in Magistratura 2019

Formazione Giuridica > Tracce concorso Magistratura 2019 > Traccia diritto civile- Concorso in Magistratura 2019

Punti di svolgimento:

– Il principio di tipicità e l’evoluzione del numerus clausus dei diritti reali. Argomenti trattati alla lezione 9 del Corso Civile Annuale di Magistratura 2019 e alle lezioni 6 e 7 del Corso Intensivo 2019.

Si rinvia ai file: SU 10318 del 2016, Schema tipicità diritti reali, SU 3873 del 2018.

– La servitù come diritto reale di godimento su cosa altrui. Il contenuto della servitù come frutto della determinazione della volontà dei privati; la figura della servitù irregolare e le questioni relative alla sua ammissibilità.

– Modi di acquisto delle servitù prediali: acquisto a titolo originario per usucapione, art. 1158 c.c. in caso di servitù apparenti; acquisto a titolo derivativo e negoziale per le servitù volontarie, o per testamento, redatto per iscritto e trascritto. In dottrina si discute se l’acquisto della servitù per destinazione del padre di famiglia sia a titolo derivativo o originario.

– Mantenimento di un diritto di servitù a distanza illegale da un altro fondo o dal confine: art. 1028 c.c. elemento caratterizzante della predialità, temperato dal principio di prevenzione. Riferimento al rapporto tra fonti primarie e secondarie (regolamenti comunali).

– Mantenimento del diritto di servitù su immobile abusivo: cfr. Cass. n. 1395 del 2017: è ammissibile l’acquisto per usucapione di una servitù avente ad oggetto il mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella fissata dal codice civile o dai regolamenti e dagli strumenti urbanistici, anche nel caso in cui la costruzione sia abusiva, atteso che il difetto della concessione edilizia esaurisce la sua rilevanza nell’ambito del rapporto pubblicistico, senza incidere sui requisiti del possesso “ad usucapionem“.

In senso conforme: Cass. Civ., sez. 02, del 18/02/2013, n. 3979: Il difetto di concessione edilizia della costruzione esula dal giudizio che attiene al rispetto della disciplina delle distanze la cui disposizioni attengono alla tutela del diritto soggettivo del privato e, d’altra parte, tale diritto non subisce alcuna compressione per il rilascio della concessione stessa, trattandosi di provvedimento amministrativo che esaurisce la sua rilevanza nell’ambito del rapporto pubblicistico tra l’amministrazione ed il privato che ha realizzato la costruzione. Consegue che la mancanza di detto provvedimento autorizzativo non può neppure incidere sui requisiti del possesso “ad usucapionem“, in linea, fra l’altro, con la sentenza della Corte Cass. n. 594/1990, laddove si afferma che l’esecuzione di una costruzione in violazione delle norme edilizie da luogo ad un illecito permanente e la cessazione della permanenza è determinata, fra le altre cause, dal decorso del termine ventennale utile per l’usucapione del diritto di mantenere la costruzione nelle condizioni in cui si trova.

Conformemente a tale precedente giurisprudenziale, in più recenti pronunce di questa sezione è stato affermato il principio che, in materia di violazione delle distanze legali tra proprietà confinanti, deve ritenersi ammissibile l’acquisto per usucapione di una servitù avente ad oggetto il mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella fissata dalle norme del codice civile o da quelle de regolamenti e degli strumenti urbanistici (Cass. n. 4240/2010; n. 22824/2012).

– Conclusioni e rilettura

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