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Il trust è istituto tipico e pertanto non sottoposto al vaglio di meritevolezza

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Il trust è istituto tipico e pertanto non sottoposto al vaglio di meritevolezza

Una recente ordinanza della terza sezione civile della Corte di Cassazione, la numero 9637 pubblicata il 19 aprile 2018, è intervenuta in materia di trust .

La controversia origina dalla richiesta di revocatoria del trust promossa dai creditori dell’apportante, ove ritenevano che il debitore fosse a conoscenza del pregiudizio che avrebbe arrecato loro la costituzione del trust, artatamente costruito a favore dei figli quali beneficiari e con nomina della moglie quale trustee allo scopo di rispondere ad un interesse meramente distrattivo delle ragioni creditorie.

In entrambi i gradi di giudizio, infatti, venne dichiarato inefficace l’atto di costituzione del trust, essendo emerso, nel merito, che i crediti vantati dai creditori si fondavano su provvedimenti giudiziali anteriori rispetto alla costituzione del trust. All’esito di ciò, l’atto di destinazione del trust veniva ritenuto non meritevole di tutela ai sensi dell’art. 1322 c.c..

La vicenda permette alla Corte di Cassazione di vagliare l’istituto del trust, dove afferma essere un istituto avente funzione di costituire un patrimonio separato finalizzato ad uno scopo, analogamente a quanto avviene per il fondo patrimoniale. La natura del titolo è di atto gratuito ai fini dell’azione revocatoria, poiché il disponente ha manifestato per fatti concludenti l’intenzione di trasferire i beni alla moglie, nominata trustee, senza alcun corrispettivo.

La Corte di Cassazione, in particolare, ritiene errato sostenere che il conferimento dei beni in trust sia un contratto atipico e, come tale, bisognoso di tutela in termini di meritevolezza dell’interesse.

La conseguenza che ne viene tratta, allora, è che all’istituto del trust non si applica il vaglio di meritevolezza previsto dall’art. 1322 c.c. per i contratti atipici, poichè il trust è istituto tipico e normativamente disciplinato dalla legge n. 364/1989 che ha recepito la Convenzione dell’Aja del 1985, e pertanto ad oggi parte integrante della normativa civilistica interna.

Ad ogni modo, ai fini dell’accoglimento della domanda revocatoria, viene spiegato che non è l’atto di conferimento in sé a intaccare le garanzie patrimoniali, quanto il successivo trasferimento dei beni dal disponente debitore al trustee.

Consulta la sentenza in esteso. 

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